di Sandro Renzi

“Tutto sommato è andata discretamente”. Chi più, chi meno. A sentire i ristoratori sangiorgesi, tanto quelli che lavorano sul mare, grazie a chalet ormai super attrezzati, quanto quelli che hanno i locali al di là della ferrovia, la stagione estiva si chiuderà con un bilancio positivo. Per qualcuno lo sarà di più, per qualcun altro  un po’ meno. Ma l’impressione è che almeno questo settore, contrariamente a quello dei balneari e degli albergatori che hanno denunciato cali pesanti, abbia retto anche quest’anno la concorrenza di altre località vicine e mantenuto i livelli del 2017.  “Abbiamo lavorato bene grazie anche alla presenza di turisti umbri” dicono i gestori del ristorante Quadrifoglio “a luglio si sono visti più turisti dal nord Europa e ad agosto tanti italiani nelle settimane centrali”. Fatta salva la prima settimana di questo mese che, tradizionalmente, coincide con il cambio dei turisti tra quelli che vanno via e quelli che arrivano. Anche Claudio D’Angelo di Altamarea conferma di aver lavorato questa estate. “Bene a giugno, luglio discreto, e ad agosto, anche se non è ancora terminato, è andata bene”. Sarebbe grave il contrario, ovvero se un ristorante si fermasse o rallentasse proprio a Ferragosto. “Significherebbe che è arrivato il momento di cambiare lavoro”.

Reggono insomma i consumi e regge pure la ristorazione, che si tratti di pesce o pizza. In effetti è bastato dare uno sguardo in giro per accorgersi che i locali hanno registrato più di una volta il sold out e trovare un posto per mangiare non è stato semplice. Fabio Iobbi dello chalet Duilio rimarca che il trend del 2018 è lo stesso dell’anno scorso. “Ci siamo salvati -dice- mantenendoci su livelli del 2017 quando abbiamo avuto a che fare con un calo conseguente forse anche al terremoto”. Iobbi che ha notato maggiore movimento di persone non nasconde che  questa “percezione” non si sia poi tradotta in numeri significativi per alcuni esercizi. “Una cosa strana -racconta- difficile da inquadrare. Ma la stessa sensazione l’hanno avuta colleghi di altre regioni con cui mi sono confrontato. Tante gente in giro a cui non sono corrisposte presenze importanti nei locali”. Insomma un chiaro scuro che per il settore, uno dei più importanti della città, non significa ancora necessariamente crisi.

 

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