
Da sin. Lucentini, Zincarini e Gismondi
di Marco Pagliariccio
Domani sera (ore 21) alla Festa de L’Unità arriva il governatore della Regione Marche Luca Ceriscioli e allora Viviamo Montegranaro prova a infilare sul tavolo della discussione un tema da lungo dibattuto e mai risolto: quello dell’errata tariffazione del trasporto pubblico locale sulla tratta Fermo-Montegranaro, che fa sì che gli studenti che ogni anno usano i pullman per andare alle scuole superiori fermane siano costretti a pagare oltre 50 euro annue più del dovuto. Un errore nel computo dei chilometri ravvisato ormai anni fa ma cui la Regione non ha mai posto rimedio.
«Presumiamo verrà a parlarci dei massimi sistemi, di come il lavoro e l’economia proceda speditamente nella nostra Regione, dell’ordine pubblico e dell’assenza di fatti criminosi nel nostro territorio per effetto di una politica di integrazione ottimamente governata, di come procede speditamente la costruzione post terremoto e della bellezza di una passeggiata dopo la chiusura della galleria a Grottammare – premette il gruppo guidato da Mauro Lucentini – dopo tanta poesia, fra una patata e l’altra, tra un boccone di stoccafisso e una tagliata, se avesse a portata di mano il suo telefono, vorremmo che digiti per curiosità Google Maps o altra applicazione a sua scelta e calcoli la distanza tra Montegranaro e Fermo, quella stessa che centinaia di studenti percorrono con i pullman della Steat, azienda a partecipazioni pubbliche, che presta, sotto il controllo della Regione Marche che stabilisce il sistema tariffario, il servizio di trasporto scolastico. Scoprirà che la distanza tra Montegranaro e Fermo, a seconda dei quartieri, è di 15-17 chilometri: in ogni caso molto al di sotto della fascia tariffaria che le nostre famiglie pagano alla Steat. Poi se, tra un pezzo di agnello e una salsiccia, digitasse anche il sito della Steat, potrebbe vedere che invece di 487,20 euro i nostri ragazzi dovrebbero pagare 436,80, ossia 50,40 in meno».
La vicenda è nota e da anni Viviamo Montegranaro ha affiancato l’Udicon in questa battaglia che finora però non ha trovato sbocchi concreti. «Visto pure che lo stoccafisso e le patate, dolci e delicate, sono sempre presenti e puntuali ogni anno nel suo piatto alla Festa de L’Unità, anche questo sistema tariffario errato si ripropone ogni anno ai portafogli delle famiglie da ormai 5-6 anni, con buona pace di tutti e senza che nessuno si preoccupi di correggerlo – aggiunge il gruppo – articoli di stampa, denunce alla Steat, dibattiti in consiglio comunale, mozioni in consiglio regionale non sono riusciti a scalfire il muro d’ombra e di silenzi in cui la giunta regionale e il suo assessore si sono trincerati. E ora, prima dell’ultima salsiccia e del buon caffè che le offriranno, si prenda l’impegno di rivedere questo errore-truffa che alla Steat, alla nostra amministrazione comunale, alla Provincia di Fermo e alla Regione Marche tanto onore non fa».














