di Pierpaolo Pierleoni

Dalla Faleriense al sottopasso di via Canada, dal lungomare Europa alle caditoie, dopo un weekend difficile per l’emergenza maltempo e gli allagamenti, il sindaco di Porto Sant’Elpidio Nazareno Franchellucci fa il punto sui lavori svolti e quelli ancora da fare, per evitare che in futuro Porto Sant’Elpidio si trovi ancora sott’acqua.

Partiamo dalla zona sud, lei sabato ha parlato di ‘giorno triste’ e di voler avviare da subito la progettazione per una soluzione definitiva: come?
“Per quella che possiamo definire la Faleriense est, cioè la zona oltre la Statale, abbiamo una rete fognaria che risale ai tempi dell’urbanizzazione di Porto Sant’Elpidio, probabilmente ai primi anni dopo l’autonomia comunale, una rete che è stata pensata per una città di dimensioni enormemente inferiori all’attuale. Oggi tutte le acque della zona industriale e del quartiere San Filippo, che ha avuto un’espansione enorme negli ultimi decenni, convogliano tramite via XX settembre in quella zona. Tutto il carico da ovest confluisce nelle già precarie condutture di quella zona, in particolare via Cadore, via Potenza, via Marina”.

Un progetto esiste già o va realizzato?
“C’è un progetto da una decina di anni, precedente alla mia amministrazione, prevedeva che all’altezza della rotonda tra via XX settembre e via Pace si intercettassero le acque meteoriche, andandole a scaricare all’estremo sud, in zona piscina. Quello sarebbe un intervento risolutivo, ma parliamo di un investimento da alcuni milioni di euro”.

Quindi si cercherà di realizzare un lavoro più economico?
“L’idea è iniziare a potenziare alcuni tratti a valle. Il primo intervento pensiamo possa essere quello su via Potenza, che è la prima causa di allagamento della Statale. Potenziando quel collettore si raccoglierebbero maggiori quantità di acque. E’ chiaro che occorra armonizzare tra loro i lavori che andremo ad effettuare, un altro, per il quale ci siamo impegnati in campagna elettorale, è riqualificare i marciapiedi alla Faleriense est ed in quel contesto intervenire anche sulle condutture”.

In molti hanno puntato il dito verso la scarsa manutenzione delle caditoie. C’è stata qualche mancanza?
“Anche sabato, quando mi trovavo in via Firenze ed altre vie limitrofe, dove c’erano i problemi più rilevanti, alcuni cittadini mi dicevano così, ma il problema non è assolutamente questo, insieme agli operai siamo andati a verificare le condizioni, ce n’era appena una che effettivamente non assorbiva correttamente acqua. Quando si sfonda una rete stradale, scoppia una parte d’asfalto e l’acqua fuoriesce dai tombini, il problema evidentemente è ben altro. Ciò non toglie che le manutenzioni siano importanti e per quanto possibile vadano fatte sempre meglio”.

Passiamo al sottopasso di via Canada, c’è chi ricorda come figurasse tra le “50 cose fatte” nel precedente mandato che evidenziava in campagna elettorale, ma si è nuovamente allagato. Cosa è successo?
“Il lavoro effettuato nel 2014 ha evitato, fino a ieri, che si verificassero nuovi allagamenti. Da quando sono state raddoppiate le pompe di pompaggio e scarico verso mare, episodi del genere non erano più accaduti. Inizialmente pensavamo che ieri ci fosse stato un malfunzionamento dell’impianto. Invece il problema era un altro. Già da oltre un’ora pioveva copiosamente dall’entroterra, da viale Europa si sono raccolti ingenti quantitativi provenienti da monte, è arrivato un vero e proprio fiume d’acqua che è defluito con forza in via Canada. Dal momento in cui ha smesso di piovere, in trenta minuti il sottopasso è tornato agibile, a conferma dell’efficace funzionamento delle pompe”.

Quindi servirà intervenire sul lungomare Europa?
“Evidentemente le acque in quella zona non vengono convogliate come dovrebbero e quando accadono precipitazioni così intense, c’è un forte deflusso verso sud che si riversa su via Canada. Dobbiamo capire come quell’acqua possa essere convogliata in modo differente ed effettuare in futuro investimenti per risolvere anche questo problema”.

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