
“Nelle prossime ore si andrà, da parte del governo, alla nomina del nuovo commissario straordinario per il terremoto. I nomi dei tecnici che circolano non sono in discussione per preparazione e competenza. Ma – fa sapere Articolo 1 Mdp Marche con Lara Ricciatti – sia questa l’occasione, non di indicare solo una persona, ma di aprire una fase nuova nella ricostruzione. Di modifica del modello di governance.
La struttura normativa è fatta e anche troppo abbondante (oltre 60 ordinanze e 2 decreti). Il terremoto purtroppo è al plurale, per livelli di danni per quantità di comunità coinvolte, di danni veri, per vere desertificazioni in molte località nell’entroterra marchigiano, per diversità di prospettive e di interventi necessari per ricostruire edifici, opere pubbliche e intere comunità. Nelle Marche oltre 40.000 edifici coinvolti e ancora quasi 30.000 persone fuori. Quattro regioni coinvolte, con ognuna una sua caratteristica, e troppi ritardi accumulati. Lo scatto in avanti potrebbe essere dato dalla vicinanza tra decisori veri (commissario straordinario) sindaci e comunità. Nelle Marche c’è ancora il ricordo positivo della ricostruzione dopo il terremoto del 97. Il commissario straordinario era l’allora presidente della Regione, i contatti e le decisioni necessarie con i sindaci erano immediati e costanti. Insieme alle azioni per la semplificazione, anzi forse anche per quella, la modifica del livello di governance, con l’identificazione dei Commissari per il terremoto con i vertici delle regioni sarebbe auspicabile e questo passaggio potrebbe essere utilizzato in questo senso”.














