“Questo è lo spazio di libertà che ci siamo regalati, che ci costa tempo e denaro, ma è molto di più quello che riceviamo di ciò che portiamo e diamo”. Marco Renzi, per 27 anni direttore artistico del festival I Teatri del Mondo di Porto Sant’Elpidio e da 2 del festival Marameo (“Più un altro a Montegiorgio nel lontano 1988, il primo in assoluto”) ha chiuso così il suo intervento di presentazione del progetto “Teatri senza frontiere” che dal 15 al 30 settembre tornerà per la seconda volta in Ghana. Un progetto inquadrato proprio dentro Marameo, come ha rimarcato lo stesso Renzi, e sostenuto da 2 Regioni, 3 Province e 7 Comuni.

“Siamo già al decimo anno di questa iniziativa, la cui genesi è molto semplice: ci siamo chiesti perché bambini di altre zone del mondo, che non hanno quaderni, libri, scarpe, vestiti e soprattutto cibo non debbano avere anche l’opportunità di vivere un momento di socialità, divertimento e cultura, insieme ai loro coetanei e alle loro famiglie. Nasce così l’idea di ricreare quel clima del festival. Tutto il progetto è su base assolutamente volontaria e i soldi che abbiamo raccolto in toto li porteremo alla missione che ci ospita. Negli anni siamo stati in Etiopia, Albania, Kosovo, Kenya e per la seconda volta torniamo in Ghana. Annuncio che nel 2019 faremo addirittura un doppio appuntamento: dall’8 al 26 gennaio a Nairobi, in Kenya, mentre a settembre non sappiamo ancora dove saremo ma ci saremo sicuramente”.

La richiesta di tornare in Ghana è giunta direttamente dalla missione che ospiterà la delegazione, composta anche da Simona Ripari (Proscenio Teatro), Maurizio Stammati, Dilva Foddai, Chiara Di Macco, Marco Mastantuono (Teatro Bertold Brecht), Anna Maria Castellano Visaggio (Granteatrino), Andrea Mariani (Artisticamente), Simona Gionta e Sorina Simona Furdui (che ci occuperanno della documentazione). “Questo ci ha colpito molto – ha sottolineato Renzi -: in un posto dove la sfida è trovare da mangiare, perché ci viene chiesto questo? Il nostro lavoro in un contesto così difficile ha innescato questo meccanismo, con il teatro che si conferma un formidabile strumento di comunicazione tra culture e popoli diversi. Cosa faremo? Allestiremo un laboratorio, una scuola di teatro alla quale parteciperanno circa 40 orfani della missione. Parallelamente tutti i giorni faremo un nostro spettacolo, creato dalle 3 compagne che hanno aderito. Utilizzeremo o la lingua inglese, o ci aiuteremo con corpo e pupazzi. È fatto tutto con musica dal vivo, anche perché in molti luoghi non c’è energia elettrica”.

“Ringrazio Marco Renzi e tutti i Comuni che hanno scelto di presentare questa importante manifestazione in Provincia – ha spiegato Moira Canigola, presidente della Provincia -. È un’attività del nostro territorio e vede la cultura come elemento fondamentale che unisce, racconta e porta fuori l’immagine di questa piccola ma bellissima provincia. Affidiamo la nostra identità al teatro di Marco Renzi e andiamo non fuori verso i Comuni limitrofi ma piuttosto nella grande madre Africa, dove racconteremo anche la nostra terra. È un progetto importante anche nel titolo, in un periodo in cui si vogliono rimettere limiti e annullare accordi all’interno della nostra piccola Europa. Qui invece liberiamo il nostro spirito, perché non si possono mettere frontiere alla cultura, che è piuttosto confronto, esperienza e conoscenza”.

“La cultura è l’unico veicolo attraverso il quale le differenze in senso lato possono incontrarsi – ha commentato Elisabetta Baldassarri, assessore del Comune di Porto San Giorgio -. Questa è un’esperienza che ha radici lontane, ma il suo valore aggiunto è la possibilità di raggiungere un Continente che in questo momento ha problemi di diverso tipo. I lavori teatrali per questi bambini rappresentano anche il modo per esorcizzare la difficoltà e le paure quotidiane. In un momento come questo, complicato anche dal punto di vista del linguaggio utilizzato per certi temi, avere la capacità di trasferire qui quello che riesci a costruire lì è importante anche come ritorno di informazione per le istituzioni che hanno aderito”.

“Come Comune non potevamo non esserci – ha aggiunto l’Assessore di Montegranaro, Giacomo Beverati -. Noi puntiamo molto sul teatro e abbiamo indirizzato una specifica parte della programmazione teatrale all’infanzia. Questo progetto muove la nostra azione verso un mondo lontano da noi ed è una grande opportunità. La cultura africana è molto ricca ed esprime molto anche nel campo della narrativa per bambini: questa esperienza potrebbe quindi essere un ponte bidirezionale”.

“Montegiorgio è l’ultimo arrivato – ha concluso l’assessore Michela Vita – ma nel corso di questi anni ha investito molto in cultura, in particolare nel teatro per ragazzi. Quest’anno con Marco Renzi abbiamo fatto anche un esperimento nei parchi giochi per ragazzi. Sono convinta che la frontiera scompaia di fronte allo stupore, generato dalle idee, e per questo partecipiamo con molto entusiasmo all’iniziativa”.

 

 

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