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Cala il sipario su Adotta una Stalla:
ultima cena per aiutare un nuovo allevatore

SANT'ELPIDIO A MARE - Sabato 6 ottobre evento in Contrada San Giovanni con inizio alle ore 20.30 ed un costo di 20 euro a persona. Rossano Orsili: "Soldi che ci serviranno per destinarli ad un allevatore che ha provato a chiedere l'ordinanza 5 ma che non gli è stata accettata"
mercoledì 19 settembre 2018 - Ore 13:26
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di Andrea Braconi

Dopo un periodo di assenza, il progetto Adotta una Stalla si è riattivato negli ultimi giorni con numerose iniziative, tra le quali la realizzazione di una nuova struttura ad Amandola. Ma, anche per la sua connotazione, l’iniziativa lanciata da un gruppo di cittadini di Sant’Elpidio a Mare si avvicina alla chiusura di un percorso che l’ha portata al centro dell’attenzione mediatica nei mesi successivi ai terremoti del 2016 e 2017.

“Avevo detto ai ragazzi che avrei portato a compimento quello che avevamo attivato, ma che poi mi sarei fermato – spiega Rossano Orsili, tra i promotori del progetto -. Mi sono occupato della logistica della nuova stalla, mentre i contatti con Monte Urano li ha seguiti Francesco Macerata. Ma ero e sono ancora stanco, il 2017 è stato un anno veramente duro”.

È stata però una bellissima esperienza.

“Siamo molto conosciuti a livello nazionale, come mi è capito di capire dalle varie telefonate ed attestati ricevuti. E di tutte le cose che ho fatto nella mia vita, dalla politica alle feste medievali, passando per l’associazionismo, questa è la più bella perché guardare negli occhi le persone impaurite dal terremoto e dare loro speranza mi ha ripagato di tutti gli sforzi compiuti. Tutto questo per me ha un valore grandissimo.”

Vogliamo quantificare questo valore anche da un punto di vista economico? Che cifre avete mosso in questi due anni?

“Se consideriamo anche le ultime due stalle, quella di Amandola e l’altra che comunicheremo a breve, la mole di lavoro messa in piedi è di 200.000 euro tra soldi transitati nei nostri conti correnti, quindi totalmente tracciabili, e una parte arrivata ‘in natura’ come mangini o box già pronti e montati previa autorizzazione. Agli allevatori volevamo dare soluzioni, non altri problemi.”

Vi siete mossi lungo tutto l’Appennino.

“Ci siamo mossi dobbiamo abbiamo ricevuto segnalazioni e siamo andati di persona a capire per poi verificare. Una volta ultimata la verifica, ci siamo attivati concretamente. Una cosa che ci ha dato soddisfazione è il mondo di agire, cioè prima individuavamo l’obiettivo e poi presentavamo questo obiettivo. Non abbiamo mai fatto richiesta di soldi preventiva, ma abbiamo sempre spiegato chi volevamo aiutare e come avevamo intenzione di farlo. E ogni volta veniva fuori qualcuno che condivideva il nostro obiettivo e si impegnava ad adottare l’allevatore in difficoltà.”

E perché, stanchezza a parte, proprio alla luce di tutto questo avete deciso di mettere fine all’esperienza di Adotta una Stalla?

“Un conto è dare un mano nel momento dell’emergenza. E l’emergenza è finita, anche se i problemi no. Vorremmo però che questo tipo di aiuti non diventi una sorta di assistenza cronica, quando invece va dato lo stimolo per ripartire. Noi molte volte abbiamo dato consigli, non aiuti diretti, consapevoli che il marchigiano vero è uno che si rimbocca le maniche e prova a risolvere i problemi con le sue forze. Così abbiamo preferito chiudere e mettere una parola fine.”

Chiudiamo allora con questo finale – diciamo così – a sorpresa.

“Faremo sabato 6 ottobre una cena in Contrada San Giovanni, a Sant’Elpidio a Mare, con inizio alle ore 20.30 ed un costo di 20 euro a persona. Soldi che ci serviranno per destinarli ad un allevatore che ha provato a chiedere l’ordinanza 5 ma che non gli è stata accettata. Per questo siamo intervenuti noi: sarà la nostra ultima e grande donazione.”


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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