
La seconda fase del ripascimento, forse nuove protezioni radenti, in attesa che dalla Regione arrivi qualche segnale concreto in vista della realizzazione di scogliere emerse. La costa di Porto Sant’Elpidio guarda ormai verso la stagione autunnale, per il momento le condizioni sono ideali e non lasciano presagire nessuna criticità, ma la storia degli ultimi anni ha quasi sempre riservato, nei mesi più freddi e piovosi, momenti di grave difficoltà per il litorale cittadino.
L’estate è iniziata con la rocambolesca realizzazione del ripascimento di ghiaia sul litorale sud, caratterizzata da un progetto rivisitato in corsa e realizzato, a stagione balneare ormai iniziata, con quantitativi e metrature sensibilmente inferiori rispetto alle intenzioni iniziali. Ora quei lavori, frutto di un finanziamento regionale da un milione di euro, devono essere ultimati ed interessare anche altre porzioni di costa. “Il progetto di ripascimento – ammette l’assessore all’urbanistica e difesa della costa Daniele Stacchietti – è stato frustrato dall’impossibilità di attingere alle ghiaie dei fiumi Chienti e Tenna come avevamo preventivato. Purtroppo, dai rilevamenti effettuati, è risultato che quei materiali non sono stati ritenuti conformi e non abbiamo potuto far altro che prenderne atto. Spiace perchè da un lato tutti gli studi suggeriscono l’utilizzo di materiali naturali per interventi di questo genere, poi all’atto pratico quei materiali naturali non si possono usare. Chiaramente questo ha comportato dei costi molto superiori, sia per l’acquisto di ghiaia da cave private, sia per il trasporto, e di conseguenza quantitativi di gran lunga inferiori rispetto a quelli che inizialmente si era pensato di riversare sull’arenile”.
Il primo stralcio dell’opera, da mezzo milione di euro, è stato diviso in due fasi, la prima realizzata all’inizio della stagione estiva, la seconda da attuare nei prossimi mesi, verosimilmente prima di fine anno. L’altra metà del ripascimento si svolgerà invece nel 2019, dopo la stagione invernale.
Altro intervento in vista dei mesi freddi sarà l’applicazione di sacchi riempiti di sassi per la parziale protezione delle strutture. Una prassi che ormai si ripete da qualche anno, ovviamente non risolutiva, ma che in alcuni frangenti si è rivelata utile quanto meno ad attutire l’impatto delle mareggiate. Il progetto è stato approvato a fine luglio ed è finanziato dalla Regione, per una somma di 79.000 euro.
Non si esclude, a palazzo comunale, di poter realizzare, come fatto per alcuni stabilimenti a sud, delle scogliere radenti a ridosso degli chalet, che evitino danni strutturali a causa dell’erosione. E’ un discorso aperto che verrà approfondito nelle prossime settimane. La soluzione madre, come noto, resta quella delle scogliere emerse. Un progetto di lungo termine per una spesa che non andrà sotto i 20 milioni di euro. Porto Sant’Elpidio attende il primo step, cioè l’inserimento dell’opera nel Piano regionale di difesa della costa, come promesso dalla Giunta regionale sul finire del 2017.
Pierpaolo Pierleoni














