Hanno partecipato in molti, venerdì sera, all’assemblea pubblica organizzata alla sala parrocchiale di Casette d’Ete, per far luce sulla vicenda della scuola infanzia della frazione, che ha tenuto banco negli ultimi 10 giorni. Il problema è ormai superato e i 76 bambini, per la gioia dei genitori, potranno continuare a frequentare il plesso di via La Masa. Il caso, per famiglie e opposizione, però, non è chiuso.
Tanti gli interrogativi ed i punti poco chiari rimarcati dal consigliere di Forza Italia Roberto Greci e da alcuni genitori nel corso della serata, in cui si è proposto un excursus sulla storia recente della scuola, partendo dal passaggio da privata a pubblica dello scorso anno. Non c’erano sindaco, assessori nè esponenti della maggioranza. “Un peccato abbiano preferito non venire, sarebbe stata una proficua occasione per confrontarsi e fare chiarezza. Forse hanno pensato che la questione fosse chiusa, ma per i cittadini di Casette non è così” commenta Greci. “Il Milleproroghe è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, quindi non c’è più alcun problema ad aprire la materna già da lunedì. Questo non è certo un risultato dell’Amministrazione comunale, ma della mobilitazione dei cittadini che hanno fatto valere le proprie ragioni e si sono battuti contro una decisione frettolosa e sbagliata. Se non si fosse sollevato questo polverone, non si sarebbe ottenuto nulla. La cicatrice, comunque, rimane”.
Si accende anche un giallo sulla lettera anonima del 5 settembre, che ha fatto scattare un campanello d’allarme a palazzo comunale e portato a decidere di chiudere la scuola, scelta come noto rientrata dopo l’approvazione del Decreto Milleproroghe, che prolunga i tempi per produrre analisi di vulnerabilità sismica nei plessi scolastici. “Quella famosa lettera porta la data del 5 settembre ed a quanto ci ha detto il sindaco Terrenzi è arrivata in Comune per posta ordinaria – nota il consigliere Greci – E’ stata acquisita al protocollo sempre il 5 settembre. Una celerità che ha veramente dell’incredibile e lascia troppi dubbi su quel documento. Ci chiediamo anche come mai in tanti mesi nessuno in Comune abbia scritto alla proprietà dell’edificio per chiedere certificati di vulnerabilità sismica e come mai non si siano eseguiti i lavori, sia alla scuola infanzia che alla media, richiesti dalla dirigenza scolastica già da maggio scorso”.
C’è stata poi un’altra lettera, della cooperativa Avendo, curatrice della mensa, che segnalava arredi mancanti, sporcizia e muffa. “Il Comune ha presto atto di quella lettera ed ha scritto al parroco don Gino chiedendogliene conto – continua il capogruppo di Forza Italia – addebitando alla proprietà anche cose, come la manutenzione ordinaria, che non gli competono. Solo giovedì pomeriggio, quando hanno convocato a scuola i genitori, si sono accorti che tutte le mancanze contestate da chi gestisce la mensa in realtà non c’erano. Hanno contestato il parroco senza neanche controllare che i problemi segnalati ci fossero davvero”.














