Prosegue presso la Fattoria Sociale Montepacini a Fermo ( Contrada Misericordia) il ciclo di incontri su “Relazioni, cura, beni comuni”. Dopo il fondatore del Movimento della decrescita felice Maurizio Pallante, il filosofo della ruralità e studioso di storia delle mentalità Massimo Angelini, l’urbanista ex assessore nella giunta Raggi a Roma Paolo Berdini, venerdì 5 ottobre alle ore 18.00, sarà la volta del filosofo freelance Alessandro Pertosa.

Pertosa ha 38 anni, due lauree nel cassetto e si definisce “an-accademico per vocazione e pensatore eterodosso rispetto ad ogni ortodossia”. Scrive di teologia, di filosofia, di economia, di bioetica e “di ciò che all’improvviso gli passa per la testa”. Insegna Antropologia filosofica all’università Redemptoris Mater di Ancona e insieme a Maurizio Pallante cura il sito rivista www.artedecrescita.it.

Venerdì 5 ottobre, nella Fattoria Sociale Montepacini, presenterà il libro “Dall’economia all’euteleia – scintille di decrescita e d’anarchia” ( Lindau ) “un manifesto rivoluzionario, utopico e non violento che guarda all’euteleia come un nuovo modo di concepire le relazioni umane, sociali, politiche e comunitarie. Relazioni orizzontali e libertarie che legano gli uni agli altri in un abbraccio fraterno, grazie al quale è possibile sciogliere i risentimenti particolari, gli egoismi e le avide miopie: si che alla fine lo spazio umano liberato dalla razionalità dell’homo homini lupus non è più luogo di competizione, ma ambito di convivialità e di rispetto, sia per l’Altro, sia per la natura circostante”. Con Maurizio Pallante, sempre per la casa editrice Lindau ha pubblicato “Solo una decrescita felice (selettiva e governata) può salvarci”, mentre in queste settimane è uscito nelle librerie “Guarire senza dottori – medicamenti per il corpo e per l’anima” ( Lindau ) scritto a quattro mani con Lucilio Santoni.
L’incontro di venerdì 5 si concluderà, come da tradizione, con un momento conviviale, grazie al volontariato attivo delle ragazze e dei ragazzi disabili, dei genitori e delle tante persone di buona volontà che vivono in prima persona l’esperienza comunitaria di Montepacini.

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