
Save The Youths Montepacini: è questo il nome della formazione di calcio a 11 che sabato 6 ottobre debutterà ufficialmente a Ponzano di Fermo nel campionato di Terza Categoria.
Una realtà nata nell’alveo di Montepacini, come ha rimarcato Marco Marchetti, portavoce della Fattoria Sociale, capace in questi anni di dare vita ad esperienze di agricoltura sociale, accoglienza ed inclusione.
“Tre anni fa siamo partiti con l’esperienza di calcio integrato che coinvolgeva ragazzi e ragazze con disabilità, oltre a volontari e aiutanti tra cui richiedenti asilo e rifugiati. Poi ci siamo inventati un torneo di calcio integrato, fino allo scorso anno e all’esordio del Soccer Dream Montepacini in Quarta Categoria. Eravamo rimasti positivamente impressionati dalla capacità di portare uno sguardo diverso nello sport, è stato uno scossone che abbiamo portato anche dentro il Centro Sportivo Italiano. E abbiamo voluto proseguire su questo filone, iscrivendo una squadra in Terza Categoria, accompagnati da Pino Malaspina che ci ha risolto tantissimi problemi. Ci dicevano ‘non ce la farete mai, è un’impresa impossibile’, ma noi testardamente siamo arrivati a raggiungere questo obiettivo. È un’occasione per questi ragazzi da un lato per dimostrare che si pongono in relazione di aiuto nei confronti di persone con disabilità, che sono aperti, mentre spesso non lo sono molti italiani. Dall’altro è un’occasione per promuovere attività ricreative e sportive. Stiamo cercando di mantenere Montepacini come una realtà polivalente. In tutto questo c’è anche la collaborazione con lo Sprar, perché questa squadra l’abbiamo voluta e costruita insieme, oltre al supporto degli assessori di Fermo e Porto San Giorgio Trasatti e Baldassarri, tra i soci fondatori. Un grazie va anche ad Antimo del campo Mandolesi, dove abbiamo iniziato gli allenamenti, e ai padroni di casa dell’Afc Fermo, dove giocheremo le nostre partite di campionato la domenica pomeriggio”.
Mohammed Lamin Maar, presidente dell’associazione, ha voluto ringraziare tutti i presenti. “Noi siamo africani che vivono in questa zona e vogliamo renderci utili in questa società. Per questo ci siamo organizzati negli ultimi due anni per muoverci in maniera unitaria e creare una fratellanza tra italiani e immigrati. Lo abbiamo fatto anche grazie al supporto dello Sprar, in particolare di Alessandro Fulimeni. Il calcio è uno degli strumenti migliori per unire le persone eparlando tra di noi, con Fulimeni e Marchetti, è nata questa cosa. Da parte mia ho mobilitato i giovani, ma adesso abbiamo bisogno del vostro supporto. Non siamo qui per distruggere, per andare contro la legge: noi rispettiamo voi, le vostre leggi e siamo qua per cercare integrarci nel miglior modo possibile. Tutto questo è stato possibile anche grazie al grande lavoro fatto da Pamela Recchi”.
A guidare sul campo il gruppo di migranti il fermano Paolo Nicolai. “Qualche anno fa abbiamo iniziato con l’iscrizione della squadra ad un torneo, facendo zero punti, ma siamo riusciti a creare un gruppo in cui tutti partecipavano. Siamo anche stati invitati da Della Valle per vedere Fiorentina-Bologna. Qui ho trovato delle persone, anche a livello amministrativo, incredibili e posso dire che i ragazzi vengono sì a divertirsi ma sono molto seri, disciplinati e puntuali, considerando che alcuni di loro vengono in autobus o in bici. Piano piano la squadra si sta completando ed è un piacere andare agli allenamenti”.
In rappresentanza del comitato provinciale della Lega Dilettanti è intervenuto Pino Malaspina. “Ho avuto l’opportunità di conoscere questa realtà in occasione di un convegno che riguardava l’attività della Quarta Categoria e Marchetti mi ha accennato della possibilità di poter iscrivere una squadra di migranti in Terza. Nel mio trascorso professionale a scuola ho vissuto in pieno la prima fase dell’immigrazione a Lido Tre Archi, ma nessuno di noi era preparato. Eppure ci siamo inventati dei progetti importanti: per questo ho accolto questa notizia con interesse ma anche con entusiasmo perché ritengo che lo sport sia capace di trasmettere valori che forse nessun’altra attività riesce a fare. Quindi, le finalità che questa associazione si pone attraverso il calcio possano essere facilitate. Ho dato la mia disponibilità affinché da un punto di vista burocratico questa iniziativa potesse partire”. Infine, Malaspina ha voluto rivolgere un invito alle altre società “perché sappiano accogliere questa realtà come se fosse un gruppo di soli calciatori italiani e che ci sia sempre rispetto”.
“Senza alcuna enfasi o retorica – ha aggiunto Alessandro Fulimeni, responsabile dei progetti Sprar nel territorio – penso che quello che sta accadendo qui sia qualcosa di prezioso e straordinario. Nasce finalmente nel Fermano un’associazione auto organizzata di migranti come Save The Youths e con un visione molto più ampia di altre realtà. Ci accomuna una cosa: questo mondo è troppo piccolo e perciò lo vogliamo allargare. Stanno riemergendo situazioni che ci rimandano ad un passato brutto, fatto anche di leggi razziali, quando invece è sempre più importante creare dei ponti di comunicazione nel rispetto reciproco. L’umanità non può essere considerata clandestina ed è arrivato anche il tempo di usare i termini giusti: basta noi e basta loro, siamo tutti figli delle stelle come ci diceva Margherita Hack. E basta soprattutto con questa logica di utilizzare l’immigrazione come elemento divisivo”.
“Non è un caso che qui ci siano due assessori alla Cultura – ha rimarcato Francesco Trasatti, vice sindaco di Fermo -. Montepacini è veramente un laboratorio di ossigeno, lo è nell’organizzazione degli incontri in questi giorni in cui si ragiona su modelli di sviluppo alternativi, ma lo è anche attraverso questo esperimento, l’ennesimo di come vorremmo fosse il mondo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore sangiorgese Elisabetta Baldassarri. “In questo momento il ruolo che ricopriamo come amministratori è importante ed è importante esserci anche con un Assessorato come quello alla Cultura. Questa è una fase oscura, in cui si utilizza un linguaggio trasversale. Quindi, mettere insieme gruppi di persone che provengono da esperienze diverse, coinvolgendo anche un Comune pioniere come il nostro su un’accoglienza diversa dei migranti fondata sulle relazioni con la comunità, è un qualcosa che auspichiamo possa proseguire nel futuro. Spero anch’io che le partite si giochino sì con le gambe e con la forza, ma anche con il cuore e con la ragione. Ringrazio, infine, la Polisportiva Mandolesi che ha messo a disposizione il suo campo per far giocare i ragazzi”.
In chiusura il giovane Edoardo ha voluto ribadire come la squadra sia forte e come fondamentale sia stato l’impegno del presidente Lamin Marr, Marco Marchetti e Pamela Recchi.
All’incontro, a ribadire la vicinanza dell’Amministrazione comunale di Fermo, hanno preso parte anche l’assessore allo Sport Alberto Scarfini ed il consigliere di maggioranza Nicola Pascucci, che della Polisportiva Mandolesi è anche dirigente.



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