
di Andrea Braconi
L’annuncio arriva sul finale di una serata speciale, condivisa con oltre 130 persone provenienti da diversi Comuni del Fermano e anche da Visso: il progetto Adotta una Stalla, come comunicato nelle scorse settimane, finisce ma lascia spazio a Adotta i Sibillini, la nuova iniziativa lanciata da Rossano Orsili, Francesco Macerata, Andrea Ponticiello e Cristiano Alessandri, che vede anche la presenza di Silvia Fiacconi.
“Abbiamo organizzato questa cena per chiudere in bellezza il nostro progetto” ha rimarcato Orsili all’interno della sede della Contrada San Giovanni, a Sant’Elpidio a Mare, dove si è tenuto l’ultimo evento all’insegna della solidarietà per gli allevatori terremotati. “Appena l’abbiamo fatto abbiamo iniziato a pensare che tutto questo non poteva fermarsi, che non potevamo buttare via ciò che avevamo costruito in questo anno e mezzo. Quindi, annuncio che il progetto Adotta una Stalla si ferma stasera, ma da domani partirà il progetto Adotta i Sibillini. Quella mano tesa non sarà più rivolta al singolo allevatore o privato, ma continueremo a portare avanti il nostro percorso alzando l’obiettivo, lavorando cioè sulla pubblica utilità: sono ripartite le scuole e magari mancheranno i libri, sono ripartiti gli asili e magari mancheranno i giochi. Quindi, il nostro impegno è farci portavoce ed essere centrali tra chi vuole donare e chi vuole ricevere, cercando di portare nel quotidiano quella normalità di cui queste persone hanno bisogno”.
Una serata, come ha spiegato lo stesso Orsili dopo il saluto iniziale della presidente di San Giovanni Maide Bracciotti, organizzata anche per aiutare Otello Guerci, un allevatore di cocker di Cittareale, nel Lazio. “Uno dei motivi per cui abbiamo scelto di aiutare i privati è perché hanno deciso di rimanere in quelle zone quando invece sarebbe stato più facile andare via: perciò abbiamo deciso di tendergli la mano, dando loro la possibilità di ripartire. Siamo sicuri che i Sibillini e tutta quella fascia colpita dal terremoto ripartiranno da queste persone che hanno tenuto duro. Il messaggio che vogliamo far passare è che quando c’è qualcuno che ha bisogno, e non occorre aspettare il terremoto, bisogna tendere una mano. Noi lo abbiamo fatto con raccolte fondi, dando consigli e acquistando prodotti”.
Tra i tavoli (denominati simbolicamente Norcia, Castelluccio, Arquata, Amatrice, Visso, Pieve Torina, Amandola, Aschio e Ussita, vale a dire i Comuni e le Frazioni di provenienza degli allevatori aiutati a partire dal gennaio 2017) anche amministratori del territorio, come il sindaco di Monte Urano Moira Canigola, ed il presidente della Steat Fabiano Alessandrini.
“Stiamo realizzando due strutture, una ad Amandola e una a Bolognola – ha spiegato Macerata -. Nell’estate 2017 abbiamo tenuto diversi contatti, abbiamo lavorato molto per cercare chi poteva donare qualcosa e i vari passa parola ci hanno messo in contatto con alcune associazioni di Monte Urano. Con il loro aiuto abbiamo finanziato il progetto di Amandola e li vogliamo ringraziare di cuore. Sono venuti con noi una domenica mattina, abbiamo visitato tre allevatori per poi sceglierne uno da essere adottato”.
“Sono qui per ringraziare a nome mio, di tutta la cittadinanza e di tutte le associazioni per il lavoro che avete fatto, in un momento così difficile e delicato per le popolazioni che hanno subito il terremoto – ha voluto sottolineare il sindaco Canigola -. Anche noi come comunità abbiamo avuto i nostri dolori e siamo stati oggetto di donazioni importanti. Questo ancora di più ci ha fatto capire quanto è importante essere solidali con chi affronta momenti di difficoltà. Quindi, le associazioni tutte hanno deciso di rimboccarsi le maniche e di lavorare ancora di più e con una motivazione ancora più forte, dedicando ognuna di loro un’attività per raccogliere fondi da donare tramite voi alle popolazioni colpite dal terremoto”.
Destinatario delle risorse raccolte a Monte Urano e, quindi, della costruzione di una stalla un allevatore di Amandola. “Si è visto ancora una volta come tutti quanti insieme si può lavorare – ha concluso la Canigola – e si può portare un sorriso a qualcuno che sta veramente soffrendo. Ci ha fatto piacere darvi una mano nella modalità con cui voi avete fatto questa donazione, nel silenzio che ha portato con sincerità e forza un aiuto a quelle comunità”.
Nel corso della serata i promotori di Adotta una Stalla hanno donato al Comune di Sant’Elpidio a Mare una foto scattata da Ponticiello, intitolata ‘Agricoltura Italia anno domini 2017’.
“Riassume quello che abbiamo trovato i primi giorni che siamo andati a trovare gli allevatori terremotati – ha spiegato l’autore dello scatto -: c’è un aratro arrugginito e una casa in parte crollata, in parte no. Una foto che descrive gli allevatori marchigiani e come si sentono, cercando di resistere”. “Abbiamo pensato di donarla al Comune di Sant’Elpidio a Mare – ha aggiunto Orsili – perché da qui siamo partiti, da qui abbiamo girato l’Italia e qui siamo tornati”.
“Credo che il luogo più appropriato sia la scuola – ha affermato l’assessore Gioia Corvaro, affiancata dal consigliere comunale Paolo Maurizi -, perché è da lì che dobbiamo ripartire. Sono i giovani che devono imparare e credo sia inutile mettere questa foto in un altro posto magari aperto per poche ore oppure mai. Lo porteremo direttamente alla dirigente scolastica del plesso del Capoluogo, affinché resti a memoria che la solidarietà è per tutti”.
Tanti i ringraziamenti a chi ha aiutato, in varie forme, Adotta una Stalla. “Il contatto con l’associazione Tutti Giorni Onlus è stato Silvia Bedetta – ha ricordato Orsili -, che ci ha messo in contatto con tante persone e ci ha aiutato tantissimo. In tutti questi mesi abbiamo ricevuto donazioni da tante parti d’Italia e l’ultima stalla, quello di Bolognola, sarà realizzata grazie alla donazione della Caritas di Ravenna. Il nostro è stato un grande progetto in rete, che ci ha fatto conoscere persone straordinarie, come Samir Traini che da Milano ha portato tante persone a fare yoga nelle zone del terremoto e a vedere con i propri occhi quello che stava accadendo. Noi siamo rimasti dietro le telecamere, mostrando solo chi volevamo aiutare”.















