
di Marco Pagliariccio
Via libera a larghissima maggioranza, nel consiglio comunale di ieri sera, alla variante urbanistica per la realizzazione del supermercato Conad lungo la circonvallazione nord. Al fianco della coalizione che sostiene la giunta Mancini, infatti, sono arrivati i voti favorevoli anche di Viviamo Montegranaro e di Gianni Basso, coloro che nelle precedenti amministrazioni avevano iniziato la discussione su questa opera milionaria che dovrebbe vedere la luce nei prossimi anni. Si tratta di un’area di 22 mila metri quadrati a prevalente indirizzo residenziale che viene modificata a commerciale per consentire la realizzazione di un media struttura di vendita. Il Comune, da parte sua, ci guadagna poco meno di un milione di euro in opere di urbanizzazione: una strada che collegherà via Umbria con il nuovo supermercato e viale De Gasperi, parcheggi, verde pubblico e un attraversamento pedonale con passerella per collegarsi all’ufficio postale. Un discorso iniziato nel 2006 con la giunta Basso e che arriva solo ora, dopo 12 anni, ad un primo passaggio in Consiglio.
«Il problema maggiore non era la costruzione in sé, ma la viabilità, già molto congestionata visto che il prg non prevedeva ulteriori sbocchi rispetto agli attuali – ha spiegato l’assessore all’urbanistica Aronne Perugini – il rischio era che sull’incrocio con via Umbria si sarebbe portato ulteriore traffico. Il privato aveva già intavolato un discorso con la precedente amministrazione sulla viabilità alternativa, per questo siamo andati avanti su quella discussione. È una variante in diminuzione: i metri cubi erano 26.606, ora diventano 15.300 in gran parte commerciali. In cambio abbiamo chiesto una strada che da sola costa circa 700 mila euro, oltre alla sistemazione dello sbocco di fianco all’ufficio postale, anche se non sarà carrabile perché le Poste hanno detto no e sarebbero altri 35 mila euro. L’unica perplessità è sull’effettiva capacità di realizzare l’opera, perché è un investimento molto importante».
Dalla parte della maggioranza si è schierato anche Viviamo Montegranaro, che durante la giunta Gismondi aveva iniziato a relazionarsi con i privati per arrivare a questo risultato. «Perugini ha descritto quello che avevamo messo nel giornalino elettorale del 2009 – ha ricordato il capogruppo Mauro Lucentini – non abbiamo paura di votare qualcosa che può fare rumore. Il Conad era a San Liborio in un locale di 800 metri quadrati sotto al palazzo Lattanzi, torna qua con poco più di mille. Erano venuti più volte a chiedere dove poter investire quando eravamo noi al governo. Noi non possiamo portargli i clienti, ma non possiamo ostacolare chi vuole investire. Ho rivisto il progetto alla riunione dei capigruppo e vedo un insediamento commerciale, non un centro commerciale. La strada che taglia il quartiere è una grande conquista, anche la passerella era prevista all’epoca, ora sarà spostata di poco e non c’è consumo di suolo perché la zona è piena di edificabile. Il nostro interesse è che ci sia uno sviluppo di Montegranaro e questo va nella giusta direzione. Spero anche che ora il Comune riesca ad investire per realizzare finalmente una rotatoria al posto dei semafori. Mi preoccupa che rispetto a quell’investimento le spese per il privato siano elevate, motivo per cui finora ci si è messo così tanto ad arrivare fino a qua. Ma sicuramente avranno fatto bene i conti e speriamo che facciano prima possibile. Ai commercianti perplessi dico: questa non deve essere una preoccupazione. Sappiamo che la situazione non è rosea, ma è la legge di mercato a stabilire chi sopravvive e chi no».
L’ex sindaco Basso ha detto sì con alcune notazioni. «Speriamo questa sia l’ultima tappa di un percorso iniziato con me e proseguito con Gismondi – ha evidenziato Basso – a suo tempo discutemmo a lungo ma si era trovata una soluzione di equilibrio tra i vari interessi. Quel progetto iniziale era più ampio ed esteso e con opere importanti ma poi l’incipiente crisi economica fermò gli investitori, che fecero meglio i conti soprattutto per gli interventi sul sottosuolo. In tal senso, ricordo che lì sotto c’è una palificata con 520 pali a 22 metri sotto terra che sorregge tutta la circonvallazione. Speriamo ne sia tenuto conto al momento della progettazione. L’augurio è che sia la volta buona».
I no sono arrivati da Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle, seppur con motivazioni piuttosto diverse. «A livello tecnico, nulla da eccepire, sono stati visionati anche dei vincoli erroneamente riportati – ha detto Eros Marilungo – solo due suggerimenti: l’area a parcheggio è sopra un vincolo geologico, si faccia attenzione; poi bisogna verificare che i parapetti della passerella siano idonei a non consentire il lancio di oggetti, perché mi sembra troppo bassa dal progetto. Restiamo invece perplessi sull’idea di consumo di suolo che ha questa amministrazione. E poi un’amministrazione che ha combattuto a spada tratta contro l’ex campo boario come fa oggi a votare sì su questo?».
«Per la prima volta Lucentini non litiga con la maggioranza e qualcosa non mi quadrava – ha punzecchiato la pentastellata Barbara Montalto – bene il principio di consumo zero con la popolazione che cala, ma noi speravamo di dissuadervi a questa costruzione. La paura, visto il forte onere a carico dei privati, è quella di ritrovarci un altro scheletro vuoto. Speriamo non faccia coppia con il palasport di Santa Maria. Non si poteva indicare un locale da recuperare, magari vicino alla palestra polivalente a San Liborio? Un modo per ridare vita ad alcuni stabili fatiscenti. La maggioranza può non fare la variante, è una scelta politica: altrimenti si fanno figli e figliastri».














