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“Ridateci l’ospedale di Amandola subito”: striscione di quasi 9 metri al Circo Massimo

PROTESTA - Realizzato dal Comitato per la difesa della salute dei Sibillini e delle aree montane, verrà esposto in occasione di una manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle alla quale prenderà parte anche il ministro della Salute Giulia Grillo
mercoledì 17 ottobre 2018 - Ore 17:16
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di Andrea Braconi

In tanti nelle ultime ore hanno dato una mano per realizzare a colpi di pennello uno striscione, che verrà esposto al Circo Massimo di Roma durante il fine settimana e che recita testualmente: “Ridateci l’ospedale di Amandola subito”. È il grido del Comitato per la difesa della salute dei Sibillini e delle aree montane, nato dopo il terremoto del 2016. In occasione dell’iniziativa nella Capitale, organizzata da cinque anni dal Movimento 5 Stelle, parteciperà anche il ministro della salute, la pentastellata Giulia Grillo, alla quale il Comitato ha intenzione di manifestare la propria contrarietà alla realizzazione del nuovo ospedale e, soprattutto, ad uno smantellamento dei servizi socio sanitari nell’entroterra che Riccardo Treggiari, tra i promotori dell’iniziativa di protesta, definisce “un’operazione scientifica che la comunità sta subendo”.

Riccardo Treggiari

“Sia chiaro – specifica Treggiari – partiamo da qui, ma cerchiamo una sponda da tutti i partiti che avranno la volontà di darci una mano. Lo striscione vogliamo portarlo in piazza e di volta in volta stabiliremo quando e dove.A Roma, oltre ad esporlo, consegneremo dei documenti e delle relazioni a chi si dimostrerà interessato”.

Una battaglia, questa, che il gruppo da mesi condivide con un’altro Comitato cittadino, nato cinque anni fa. E l’ex primo cittadino di Amandola considera questa iniziativa un passo in avanti nei rapporti tra i due Comitati. “Cerchiamo una sinergia tra entrambi perché condividiamo gli stessi obiettivi. Dobbiamo camminare insieme. Diciamo che oggi facciamo due azioni parallele: una è nei confronti delle istituzioni, e parlo di Comune, Regione e Asur, per cercare di acquisire più documentazione possibile, devo dire con molta difficoltà, a conforto di quella che è la nostra tesi sin dall’inizio, cioè la volontà di declassare il nostro ospedale pur essendo con quello di Pergola l’unico rimasto nelle aree montane. Essendo un ospedale di rete, era fuori dai 13 di polo che sono stati cancellati, ma l’idea è stata sempre quella di ridurlo ad una casa della salute. E l’occasione migliore è venuta fuori con il terremoto”.

In sostanza, stando a quanto affermato da Treggiari, le risorse necessarie per la sistemazione della struttura lesionata dal sisma sarebbero stati dirottate sul nuovo ospedale che verrà realizzato in località Pian di Contro. “Questo significa da un lato campacavallo se ci sarà un nuovo ospedale e quando verrà. Il vecchio, invece, non lo accomoderà nessuno e quindi che fine farà tutta quella collina con tutti quegli edifici che è quasi metà del Murri a Fermo? Non diciamo no al nuovo ospedale, ma nel frattempo ripristinate il vecchio edificio, per il quale i fondi sono disponibili ora o mai più, dove riportare subito i servizi in attesa del nuovo che, per qualcuno è un ospedale mentre per noi, leggendo le carte, si tratta di un poliambulatorio. La gente intanto qui soffre, in silenzio, e si sta disabituando al servizio aspettando il nuovo ospedale, forse nel 2022. Ma la popolazione è scesa e di molto, e tra qualche anno ci diranno che i servizi non saranno remunerativi per l’ente considerato il numero scarso di richieste. Il discorso dei servizi è basato sui numeri, ma questo non può essere, ci sono aspetti che vanno in qualche modo perequati. Vogliamo dare qualcosa a chi ha scelto di rimanere quassù? Strade zero, e c’è chi parla ancora della Mare Monti. Ci sarebbe solo da vergognarsi”.


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