
Presenze oltre ogni aspettativa alla riunione sulla “tassa di bonifica”: circa 100 persone hanno partecipato all’incontro del 19 ottobre scorso presso la ex stazione ferrovia zona Conceria, con un dibattito lungo e costruttivo.
La relazione introduttiva è stata di Saturnino Di Ruscio, responsabile regionale associazione SOS Utenti il quale ha precisato che il compito della politica è quello della ricerca del “bene comune” ed il legislatore deve perseguire tale fine attraverso l’emanazione di provvedimenti che debbono comunque tutelare le fasce più deboli (le Costituzioni moderne sono nate con questo fine). “Se nella nostra Regione, le Marche, parliamo di bonifica – ha detto Di Ruscio – il risultato ottenuto con i provvedimenti legislativi degli ultimi 25/30 anni è tutto l’opposto. A pagare sono i più piccoli e deboli che non traggono alcun beneficio dall’attività del Consorzio e il territorio sta gradualmente cadendo a pezzi”
Secondo SOS utenti: “Con l’anno 2002 i Consorzi delle Marche non potendo più svolgere le funzioni di Consorzi Bonifica, non potevano più chiedere il contributo di bonifica ai proprietari di immobili aventi beneficio dall’attività dell’Ente. E da quella data ai Consorzi di Bonifica delle Marche è stata riservata solo l’attività di irrigazione per le zone servite dagli impianti irrigui”
Dopo una lunga disamina tecnico-giuridica effettuata con il supporto di Francesco Gismondi e Rosanna Catini sono stati indicati i risvolti per i contribuenti ci si è mossi per avviare la raccolta delle firme che continuerà nei prossimi giorni ed in particolare presso il centro sociale Ete Caldarette venerdì 26 ottobre alle ore 21.














