
di Paolo Paoletti
*Aggiornamento delle 15.30 – Già nel primo pomeriggio di oggi l’opera è stata strappata da ignoti a neanche 24 ore di vita.
Le sue opere, che appaiono improvvisamente nei più svariati angoli delle città d’Italia, stanno facendo discutere. Veri e propri allestimenti urbani che lasciano un alone di mistero e curiosità. Anche Fermo è stata toccata dell’artista che si firma con lo pseudonimo di Inri. Nella nottata appena trascorsa infatti, un suo manifesto è ‘apparso’ in Via Anton di Nicolò, di fronte alla redazione di Cronache Fermane, affisso sul muro del palazzo che ospita la curia Arcivescovile.
Diversi i passanti che questa mattina si sono imbattuti nell’opera. Molti, riconoscendola, si sono fermati a fotografandola altri invece si sono interrogati su cosa fosse. L’immagine è quanto mai forte. Tre figure femminili che indossano il velo utilizzato nella religione musulmana e che guardano con fare interrogativo l’obiettivo del fotografo. Una di queste, al centro, ha però sul capo il simbolo della passione di Gesù: la corona di spine. Sempre la stessa figura ha sovrapposta davanti alla bocca una mano, quasi a voler coprire la bocca aperta per lo stupore.
Un manifesto simile, ma leggermente differente per alcuni dettagli, era apparso lo scorso settembre a Jesi non lontano da piazza della Repubblica. Sempre a Jesi lo scorso 12 ottobre Irni aveva affisso una seconda opera. Oggi è toccato a Fermo. Un messaggio all’insegna del sincretismo, quello racchiuso nell’opera del misterioso artista, che parla sicuramente di religioni e di come le differenze possano convivere in pace all’insegna della contaminazione e dell’arricchimento reciproco. Sicuramente un tema di riflessione che interroga il passante impegnato in tutt’altro. E’ questa la genialità delle opere di Inri: sorprendere chi è impegnato nella quotidianità, percorrendo una semplice strada di una città, e portarlo ad interrogarsi e riflettere.
















