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“A cena col Martirio”,
parte bene la prima edizione
al ricreatorio San Carlo

FERMO - Il direttore del San Carlo, don Michele Rogante: “Una serata davvero importante che ha permesso ai giovani di vivere un momento di comunione e divertimento totalmente diverso rispetto a quanto solitamente proposto per il 31 ottobre"
mercoledì 7 novembre 2018 - Ore 10:28
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Un bel successo per la prima edizione de “A cena col Martirio” al ricreatorio San Carlo.
“Una data non indifferente, una location speciale, un invito a cena alquanto strano ma sicuramente da non perdere! E non se lo sono voluti perdere una trentina di giovanissimi (dai 16 ai 25 anni) della città di Fermo, che lo scorso 31 ottobre 2018 – fa sapere don Michele Rogante, direttore del ricreatorio San Carlo – hanno raccolto l’invito e si sono presentati al ricreatorio San Carlo per la prima edizione della Cena col Martirio. Ideatori e realizzatori della serata sono stati i giovani ed instancabili componenti della Confraternita della Sacra Spina di Fermo, con a capo il priore Emanuele Luciani“.

“Una cena che si ispira alle famose cene con delitto – dice Emanuele – ma che abbiamo voluto arricchire di un valore aggiunto pensando al tema del martirio ed alla santità, che noi cristiani festeggiamo il 1 novembre”.

“La scelta della data non è casuale – continua don Andrea Patanè, assistente spirituale della Confraternita – con l’idea della cena volevamo proporre ai giovani e giovanissimi una serata alternativa, che non avesse le zucche come elemento centrale, ma qualcosa di più profondo ed importante per la felicità dei nostri giovani: il capire come essere santi”.

“La serata – aggiungono dal ricreatorio – è iniziata con la visione di alcuni video sul tema della santità ed a seguire è stata presentata una semplice attività con la quale scovare le caratteristiche di un santo. Dopodichè i giovani presenti, divisi in squadre, hanno assistito ad una serie di dialoghi e scene utili per capire chi e perché avrebbe ucciso verso la fine della cena, uno dei protagonisti: Thomas Becket, il famoso arcivescovo di Canterbury. Camerieri di eccezione per le squisite pietanze da servire a tavola: Santa Lucia e San Bartolomeo, perfettamente truccati da Serena Capparuccini. Dopo alcune domande libere per una ultima indagine più approfondita ed un po’ di tempo per riflettere, le squadre in gara hanno scritto le proprie riflessioni. La squadra vincitrice ha portato a casa un biglietto di ingresso al Museo Diocesano di Fermo dove la casula di Thomas Becket è conservata. Per tutti, la confraternita ha donato un santino ed un libretto sulla storia di un santo”.

“Una serata davvero importante – conclude don Michele Rogante – che ha permesso ai giovani di vivere un momento di comunione e divertimento totalmente diverso rispetto a quanto solitamente proposto per il 31 ottobre. Ringrazio don Andrea ed Emanuele per l’idea e per aver scelto il Ricreatorio come location e ringrazio tutti per l’enorme lavoro svolto: dalla creazione dei dialoghi all’allestimento della scena, alla cena preparata ed ai doni per i giovani presenti. Sicuramente una proposta da riproporre nei prossimi anni”.

 

 


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