Domenica prossima alle ore 17,30, al centro sociale autogestito Officina Trenino 211, presentiamo per il quarantennale della legge Basaglia, il libro di Matteo Petracci “I Matti del Duce” (Donzelli editore) con l’intervento del professor Giuseppe Buondonno. Legge Basaglia del 1978, una rivoluzione – comunicano dall’Officina Trenino 211 – nella cura del disagio mentale in Italia con la chiusura dei manicomi”

“Mania politica, schizofrenia, paranoia, isterismo, distimia, depressione. Sono queste – ricordano dall’Officina Trenino 211 – le diagnosi che compaiono nei documenti di polizia o nelle cartelle cliniche intestate agli oppositori politici rinchiusi in manicomio negli anni del fascismo. Diagnosi più che sufficienti a motivare la segregazione per lunghi anni o per tutta la vita.

Quali ragioni medico scientifiche hanno giustificato il loro internamento psichiatrico? Quali, invece, le ragioni dettate dalla politica del regime contro il dissenso e l’anticonformismo sociale?

Molto si è scritto rispetto all’esperienza degli antifascisti in carcere o al confino, ma la possibilità che il regime abbia utilizzato anche l’internamento psichiatrico come strumento di repressione politica resta ancora poco indagata. Attraverso carte di polizia e giudiziarie, testimonianze e relazioni mediche e psichiatriche contenute nelle cartelle cliniche, Matteo Petracci ricostruisce i diversi percorsi che hanno condotto gli antifascisti in manicomio.

Alcuni furono ricoverati d’urgenza secondo le procedure previste dalla legge del 1904 sui manicomi e gli alienati; altri vennero internati ai fini dell’osservazione psichiatrica giudiziaria o come misura di sicurezza; altri ancora furono trasferiti in manicomio quando già si trovavano in carcere e al confino.

Dall’analisi degli intrecci tra ragioni politiche e ragioni di ordine medico emerge con forza il ruolo giocato dalla sovrapposizione tra scienza e politica nella segregazione di centinaia di donne e di uomini, tutti accomunati dall’essere stati schedati come oppositori del fascismo.

Matteo Petracci è dottore di ricerca in Storia, politica e istituzioni dell’area euro-mediterranea nell’età contemporanea presso l’Università di Macerata. Ha pubblicato ‘Pochissimi inevitabili bastardi. L’opposizione dei maceratesi al fascismo’ (il lavoro editoriale, 2009) ed ha collaborato con Giap, il blog di Wu Ming, con la ricerca sui ‘Liberatori d’Oltremare. Gli Africani che combatterono il nazifascismo in provincia di Macerata’. Ingresso libero e, a seguire, aperitivo”.

 

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