di Sandro Renzi

Mille statuine, 243 meccanismi spalmati su 130 metri quadrati, oltre due mesi di lavoro costante. Sono questi i numeri che stanno dietro alla realizzazione del più imponente presepe della città e forse della provincia. Racconta la storia di Gesù, dalla nascita alla resurrezione. Lo si potrà visitare da domenica alle 16 e resterà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 nei festivi e dalle 17 alle 20 in quelli feriali. Lasciata l’ex pescheria, il presepe ha una nuova casa, è la vecchia chiesa del Crocifisso costruita nel ‘600. Qui resterà in forma permanente per i prossimi anni, visitabile quindi pure d’estate. Comune ed Ataf ci hanno investito. L’idea, ma quello targato 2018 è l’anno zero, è di caratterizzare il Natale a Porto San Giorgio per i presepi partendo da quello che è stato fatto lungo corso Castel San Giorgio. Di più. Porto San Giorgio dovrà diventare la città dei presepi. Questa mattina, a lavori ormai quasi ultimati, anteprima per il padrone di casa, ovvero l’Arcivescovo Rocco Pennacchio, che ha concesso l’immobile con un contratto di comodato al comune, e per il primo cittadino, Nicola Loira. “Abbiamo fatto uno sforzo in più rispetto all’anno passato -ha detto Loira- creando qualcosa di permanente visitabile tutto l’anno. Abbiamo scelto la chiesa del Crocifisso restituendola ai sangiorgesi, molti dei quali neanche la conoscono”. Chiesa che è stata recuperata e in parte sistemata per ospitare questa vera e propria opera d’arte a cui Renata Ficiarà ha lavorato giorno e notte negli ultimi due mesi.

“Vogliamo costruire il progetto di una Porto San Giorgio città dei presepi e questa è la data zero” ha rimarcato Loira. Fuori sono stati fatti dei lavori per rendere accessibile la chiesa anche ai disabili. “Sono una quarantina le attività commerciali che hanno aderito a questo progetto che vede in campo Ataf, Fondazione Carifermo, diocesi e comune”. Pennacchio, dal canto suo, aveva avuto modo di ammirare già lo scorso anno queste maxi presepe. ma è voluto tornare per vedere che effetto potesse avere all’interno della chiesa. “Questa è una tipica esperienza visiva e emotiva -ha ribadito Pennacchio- un presepe che si è arricchito dell’esperienza e della storia umana attraverso anche anacronismi come il cinema ma che danno sapore e gusto all’installazione nel suo complesso. La diocesi ha messo a disposizione una chiesa che negli anni si era trasformata in un deposito. Credo che l’esperienza emotiva data dal presepe possa aiutare a vivere meglio il Natale e favorire lo spirito di comunione a livello civile e religioso”. Accanto a Renata Ficiarà, visibilmente emozionata, c’era anche Giuseppe Corsi, factotum e prezioso collaboratore della Ficiarà.

Gianluca Vecchi, presidente dell’Ataf, ha rimarcato l’importanza del presepe. “Come associazione ci occupiamo di eventi sportivi ed accoglienza. Questo progetto mira a rendere l’installazione stabile per attrarre turisti, anche quelli che scelgono Porto San Giorgio per trascorrere una settimana al mare”. Presenti questa mattina anche gli assessori Valerio Vesprini, Francesco Gramegna, Elisabetta Baldassarri e l’ex Giampiero Marcattili oltre al parroco don Mario Lusek.

 

 

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