
Gli ex rappresentanti di classe che hanno promosso la rimpatriata
Tornare a scuola dopo 21 anni? Tornare da 40enni in quel liceo dove hanno trascorso cinque anni, per molti decisivi nelle sorti lavorative, accademiche, e magari anche familiari? Trovarsi di nuovo faccia a faccia con preside e insegnanti? Si può. Ma questa volta senza zaini sulle spalle, libri e pesanti vocabolari sotto braccio, senza l’apprensione per quel dito del prof che scorre sul registro a un passo dall’interrogazione o per l’appello che precede il compito in classe.
Questa volta il portone del Classico l’hanno varcato con il sorriso spensierato di chi va a riabbracciare i compagni di classe di allora, di chi è mosso dalla curiosità di rivedere, dopo oltre due decenni, magari anche la ‘fiamma’ del banco accanto. Questa volta le ore passate insieme scorrono a suon di ricordi, battute, imitazioni, aneddoti di chi ha portato, porta e continuerà per sempre a portare nel cuore gli anni delle superiori al Classico. Ecco perché i rappresentanti di classe di allora, parliamo dei ragazzi del ’97 hanno deciso di organizzare la reunion di chi si è diplomato, o meglio ‘maturato’ 21 anni fa. “Ritrovarsi, insomma, dopo non pochi anni, proprio dove tutto era iniziato e ‘finito’: i locali del liceo.
Una grande conviviale degli ex allievi classe 1978 dell’Annibal Caro, nei corridoi della scuola aperta in via straordinaria per l’occasione dal preside Piero Ferracuti. Insieme a 50 ex allievi delle sezioni A- B-C -D- E che – spiegano gli organizzatori – hanno conseguito la maturità nel 1997. E con loro anche una rappresentanza del corpo docente di quegli anni di liceo”.
E a chiudere il cerchio virtuoso è arrivata anche la donazione, proprio degli ex allievi, di un contributo per la realizzazione di una parte dell’archivio dei volumi storici letterari del liceo classico. Insomma tutti di nuovo insieme, nessuno più diviso da cattedre e banchi, per dimostrare quanto quei cinque anni abbiano significato nelle vite di ognuno, quale segno abbiano lasciato nei loro cuori, di quanto quel ‘Caro’ non sia solo un cognome o l’intitolazione di un’istituzione cittadina. Magia del Natale anche questa? Forse sì.

















