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Incontri con i giovani scrittori
al centro culturale San Rocco

FERMO - Il programma di appuntamenti con i giovani scrittori al centro culturale San Rocco. Primo incontro venerdì alle 21,15 con Michele Porcaro e il suo "La lancia e la croce"
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Venerdì prossimo, alle 21.15, al centro San Rocco, primo incontro con gli scrittori giovani. All’incontro, intitolato ‘Il senso della storia’ sarà presente Michele Porcaro, che presenterà il suo ultimo libro “La lancia e la croce”.

“La Chiesa, particolarmente spronata dallo scorso Sinodo – spiegano dal centro San Rocco – è impegnata, a vari livelli, nell’ascoltare e raccogliere le tante e diversi voci dei nostri giovani. Il centro culturale San Rocco, nel portare un suo contributo a questo movimento, propone una nuova serie dedicata alla conoscenza del mondo degli adolescenti attraverso la voce di 3 giovani scrittori. Un piccolo viaggio di 3 incontri per tracciare alcuni tratti peculiari di questa complessa e affascinante età. Il primo autore a scendere in campo sarà il giovane romano Michele Porcaro che, con la presentazione del suo libro ‘La lancia e la croce’, ci aiuterà a cogliere il rapporto dei più giovani con la storia, con le proprie radici. La storia forse non è solo un noioso libro che si deve studiare a scuola, ma uno scrigno di misteri ancora irrisolti, di leggende, racconti, personaggi e oggetti misteriosi che, nei racconti trasmessi di generazione in generazione, giungono a noi. Quale senso ha, allora, la storia oggi per un adolescente? Che cosa spinge un giovane a ripercorrere, studiare, interpretare e rinarrare tempi e persone che furono?

Le parole di Michele Porcaro si intrecceranno con le musiche del gruppo musicale TA NèA 5. Quattro giovani musicisti ed una cantante che arricchiranno il racconto dell’autore di alcuni pezzi musicali. Da sempre grandi artisti ci hanno ridonato tratti di storia riletti e reinterpretati dalle loro musiche e canzoni. Sarà, infine, la giovane Arianna Fioretti di Porto Sant’Elpidio a coordinare la serata”.

“Esiste una correlazione stretta tra la disaffezione verso la sfera religiosa, che – il contributo di don Armando Matteo al dibattito del San Rocco in un commento di don Enrico Brancozzi – tutte le indagini sociologiche stanno registrando, e il tipo di spiritualità cristiana che la Chiesa ha proposto e sta proponendo. Un’analisi di tale situazione impone un duplice ripensamento che sappia guardare con oggettività le dinamiche della secolarizzazione e, nello stesso tempo, che aiuti ad individuare i possibili sentieri di missionarietà e di testimonianza.
La riflessione di Armando Matteo si articola da alcuni anni attorno a queste tematiche. Egli ritiene – a ragione – che la comprensione di tali snodi sia conditio sine qua non per tornare ad un annuncio efficace che intercetti le domande del nostro tempo.
Il primo snodo è che la generazione attuale ha completamente perso la condizione di minorità e di sottomissione rispetto alla natura e ha sviluppato una passione viscerale per la vita in tutte le sue forme. Ne è un esempio il vero e proprio culto della giovinezza, che va dall’ossessione per la prestanza fisica ricercata a tutti i costi fino alla rimozione del concetto di anzianità e di morte. “Vecchiaia” è ormai un termine espunto dalla sensibilità odierna.
La seconda riflessione verte sulle condizioni che hanno reso possibile un simile passaggio. Le conquiste della scienza e della tecnica in Occidente hanno dilatato in modo inedito le possibilità umane, aumentando di molto l’età media e portandola ad oltre ottant’anni in tutti i paesi europei, agevolando il lavoro manuale, rendendo più accessibile la cultura e abbattendo l’analfabetismo. L’evoluzione della ricerca scientifica negli ultimi cento anni ha migliorato la qualità della vita in modo sorprendente ed ha aperto possibilità un tempo impensabili. Basti pensare a come sia cambiata in pochi decenni la condizione del lavoro agricolo e dei lavori manuali in genere. Secondo Armando Matteo un discorso a sé meriterebbe l’emancipazione femminile. Anche se esistono disparità di genere purtroppo ancora a diversi livelli, l’accesso allo studio, al lavoro, alla vita sociale e politica delle donne che conosce il nostro tempo è un fenomeno di rilevanza assoluta.
Il cristianesimo per secoli ha strutturato la propria proposta come lenitiva e consolatoria rispetto alle dure dinamiche della vita secolare. Il modello cristiano era proiettato escatologicamente quale compensazione rispetto alla “valle di lacrime” del tempo presente. La retorica dolorista come espiativa, anche se non può essere considerato l’unico approccio possibile della tradizione, ha avuto indubbiamente un certo peso. Il tempo presente ha mostrato l’inadeguatezza di alcuni modelli e la necessità di una fase creativa che sappia proporre il Vangelo come la risposta di Dio alla sete di pienezza e di senso che l’uomo manifesta in forme sempre nuove”.

“Infine – concludono dal centro culturale San Rocco – ricordiamo i prossimi appuntamenti: sabato 16 Marzo, alle ore 17.30, in occasione della Festa del papà, incontro con Padre Pietro Maranesi: ‘Chi e mio padre?’. Mentre venerdì 22 Marzo, alle ore 21.15, incontro, sull’importante tema degli sbarchi, con Alessandro Metz, armatore che, insieme ad altri, ha dato vita a ‘Mediterranea'”.


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