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Storia e bellezze artistiche, un successo la visita a Servigliano e Santa Vittoria

INIZIATIVE - L’Associazione Auser - Filo d’Argento di Fermo, in collaborazione con lo Spi (Sindacato Pensionati Italiani) e Festa Libertà, ha organizzato una visita guidata in occasione della Festa della Donna
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Venerdì scorso, in occasione della Festa della Donna, l’Associazione Auser – Filo d’Argento di Fermo, in collaborazione con lo Spi (Sindacato Pensionati Italiani) e Festa Libertà, ha organizzato una visita guidata, in pullman, a Servigliano e Santa Vittoria in Matenano, paesi pesantemente colpiti dal sisma del 2016. Un’occasione, per molti, di approfondire la conoscenza del nostro territorio ricco di storia e che nasconde infiniti gioielli architettonici, naturalistici e di arte.

Giornata splendida. Temperatura mite. La Valle del Tenna che scivola tranquilla e seducente dietro i vetri dei finestrini del Pullman. Tanti i luoghi che si vorrebbero visitare: Grottazzolina, Magliano di Tenna e davanti agli occhi scorre la chiesetta di San Filippo con la tomba di Carducci, in alto Belmonte Piceno e Montegiorgio, altro gioiello del Fermano, Falerone e tutti i suoi siti storici ed infine Servigliano dov’è prevista la prima sosta. Oltre all’indubbio interesse della “Città Ideale” di Castel Clementino, una meta prevista è stata la Casa della Memoria, presso la restaurata stazione del Trenino dei Sibillini, mirabilmente adattata a museo. E poi una visita al Campo di Internamento e la storia che si dipana dalla Prima Guerra Mondiale e fino ai primi anni cinquanta dello scorso secolo, quando il campo, dopo aver ospitato profughi istriani, albanesi, rumeni e di varia altre nazionalità, viene chiuso. E l’immancabile riferimento alle popolazioni della Valle, che si è prodigata nell’aiuto sia ai tanti prigionieri inglesi e americani che erano riusciti ad evadere sia, successivamente, agli ebrei che tentavano di sfuggire all’Olocausto.

Arrivato a Santa Vittoria in Matenano, il gruppo è stato accolto in teatro dall’assessore alla Cultura. E poi un piacevole girovagare per le vie, sempre interessati a quanto di avvincente la cittadina offre: Palazzo Monti, che ospita attualmente opere d’arte sfuggite ai danni del terremoto del 2016, la Torre Civica dell’Abate Odorisio e come non menzionare il Cappellone Farfense con i suoi affreschi, anch’esso danneggiato dal terremoto.

A seguire il pranzo presso il Ristorante Farfense, con oltre 70 partecipanti coinvolti dall’atmosfera allegra di un incontro che resterà sicuramente, e per molto tempo, un carissimo ricordo. La giornata, prima del rientro a Fermo, si è conclusa con la visita della chiesa di Santa Caterina e dell’annesso convento delle Monache Benedettine.


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