facebook twitter rss

Gli “Squisiti Cadaveri” di Benedetta Montini in un gioco di collage fotografici

FERMO - Il percorso espositivo, ospitato da ArtAsylum, sarà accompagnato venerdì 15 marzo dalla musica degli Atman Sound Project che si esibiranno live dalle ore 19 alle 20
Print Friendly, PDF & Email

Dal 15 marzo al 14 aprile Artasylum presenta “Squisiti Cadaveri”, la mostra di collage fotografici realizzati da Benedetta Montini. Venerdì prossimo, giorno dell’inaugurazione, il percorso espositivo sarà accompagnato dalla musica degli Atman Sound Project che si esibiranno live dalle ore 19 alle 20.

Lo squisito cadavere o “cadavre exquis” è un gioco collettivo surrealista, realizzato per la prima volta nel 1925, a Parigi. Consiste nel far comporre una frase da più persone o un immagine, un collage o un assemblaggio casuale. Il nome del gioco deriva dalla prima frase poetica che fu ottenuta casualmente: le cadavre exquis boira le vin nouveau («il cadavere squisito berrà il vino nuovo»). Lo stesso sistema fu adattato al disegno, alla fotografia, al collage. Il gioco si inserisce nell’ambito dell’automatismo surrealista e della casuale associazione degli elementi, nella quale tuttavia sembra manifestarsi una sotterranea comunicazione fra i partecipanti.Il lavoro di Benedetta Montini propone un viaggio attraverso la tecnica dello “squisito cadavere” con cui vengono realizzate opere uniche irripetibili. Collage fotografico dalla forza proustiana della “madaleine” che riporta indietro nel tempo ad un luogo non precisato della memoria soggettiva e collettiva.

Benedetta Montini, nata ad Ancona nel 1975 vive a Roma, è un artista che utilizza diversi linguaggi dell’arte: dalla performance alla fotografia, dalla pittura al collage fotografico e la produzione di video. I suoi lavori sono esposti alla galleria Il museo del Louvre di Giuseppe Casetti a Roma. Lavora nelle Marche, dove ha uno studio a Porto San Giorgio. Ha iniziato da qualche anno un progetto fotografico dal titolo Photoperformer, fotografando con la tecnica dell’autoscatto le sue performance.

Ātman Sound Project, invece, è un progetto musicale di improvvisazione radicale fondato da Leonardo Vittorio Arena (ipad) e da Raffaele Catà (basso elettrico) nel giugno del 2014. Il progetto è concepito come una free form, una forma aperta ad accogliere contributi esterni di altri musicisti – o non musicisti – che possono essere di volta in volta coinvolti nella performance, tramite il suono e/o l’ascolto ed eventualmente anche tramite altre tipologie di espressione (arti visive, body art e altro). La filosofia da cui nasce e trae vita tale progetto è quella del nonsense, del nudo accadere, che nella sintesi musicale qui trovata si esprime attraverso il nonsuono, ovverosia non la trama creata dalle note ma l’ordito da cui sorgono le note stesse assieme al loro silenzio. Tale modalità espressiva consente lo spontaneo fluire dell’evento musicale senza che intervenga il pensiero di una forma fissa (intesa come premeditata forma armonica, melodica, ritmica, improvvisativa) ad ingabbiarne la spinta autogenerativa.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti