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“Su sicurezza, lavoro e crisi
non mi sono mai fermata”
Canigola rispedisce al mittente le critiche

MONTE URANO - Il sindaco, in corsa per la rielezione: "Videosorveglianza, costantemente al lavoro. Zona industriale? Non vendo fumo, nessuna amministrazione può riportare da sola il calzaturiero ai fasti degli anni '70 e '80. Si può lavorare per migliorare i servizi per le imprese e crediamo di esserci mossi bene"
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Il sindaco Moira Canigola, in corsa per la rielezione

“Nella giornata di ieri la giunta comunale di Monte Urano ha presentato il nuovo impianto di videosorveglianza cittadino: dieci varchi di ingresso alla città sono ora coperti da una telecamera Ocr, quella per la lettura delle targhe, capace di inquadrare entrambi i lati e da un dispositivo di posizione. Un risultato importante per la sicurezza della popolazione, di cui la lista Cambiamo Musica, che sfiderà l’amministrazione uscente alle prossime elezioni, ha provato ad intestarsi i meriti sottolineando come l’iter sarebbe partito con una mozione presentata e firmata unitariamente dalle forze di minoranza”.

Così il sindaco Moira Canigola, in corsa per la rielezione alla poltrona di primo cittadino di Monte Urano nel replicare alle critiche di Cambiamo Musica (leggi l’articolo): “Se è vero che la giunta approvò quell’atto nella seduta del consiglio comunale del 30 novembre 2015, tengo comunque a precisare come la mia giunta si fosse già mossa in più direzioni per fronteggiare l’escalation di furti verificatisi quell’anno a Monte Urano”. “Avevamo già programmato un incontro pubblico con l’allora capitano dei Carabinieri di Fermo Roland Peluso per sensibilizzare la cittadinanza – ricorda la Canigola – e soprattutto avevo avuto una serie di colloqui privati con le forze dell’ordine e con le istituzioni, in particolare con il prefetto Pagliuca, che mi aveva invitata anche ad una seduta del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, per rappresentare l’esigenza di una maggiore attenzione e sorveglianza sul nostro territorio”.
“Azioni che – spiegano dal Comune – la Canigola illustrò anche in quella seduta del Consiglio e che testimoniano come la sua amministrazione non abbia di certo aspettato le sollecitazioni delle opposizioni per rispondere a quella che era diventata un’esigenza particolarmente sentita dall’intera cittadinanza”.

Quanto ai tempi necessari per completare l’iter e alle accuse delle minoranze di usare questo intervento come spot elettorale, la Canigola è altrettanto chiara: “L’approvazione di una mozione sta a significare semplicemente la volontà di portare avanti una progettualità – chiarisce – ma poi c’è bisogno innanzitutto di trovare le risorse e successivamente di tutta una serie di step formali che richiedono del tempo. Nel nostro caso l’iter si è allungato anche a causa del terremoto del 2016.
Nel corso del 2017 e del 2018 sono stati necessari vari passaggi in consiglio e in giunta per l’approvazione del regolamento per la disciplina della videosorveglianza, per la realizzazione della rete per la trasmissione dei dati dell’impianto e per la presentazione del progetto vero e proprio. La giunta ha poi deciso di sottoscrivere il Patto per la Sicurezza con la Prefettura, condizione necessaria per partecipare a un bando del Ministero dell’Interno che metteva a disposizione risorse per gli impianti di videosorveglianza: il nostro progetto non è stato tra quelli selezionati perché gli indici di criminalità del nostro Comune non erano sufficientemente alti – spiega la Canigola – il ché penso sia più importante che vincere un qualsiasi bando. Sfumata la possibilità di attingere ai finanziamenti statali, abbiamo completato l’iter attingendo interamente alle risorse comunali”.

La sindaca ha poi voluto rispondere anche ad un altro attacco arrivatole dalle opposizioni nelle ultime ore, quello di Germano Craia e Luigi Anibaldi di Libertà Monturanese (leggi l’articolo).
Il tema del lavoro e la situazione della nostra zona industriale sono ovviamente argomenti che ci stanno particolarmente a cuore – sottolinea la prima cittadina – e per dare risposte ai cittadini di Monte Urano mi sto impegnando a fondo sia a livello provinciale che a livello comunale. Da presidente della Provincia, infatti, sono alla guida del Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo, sono stata tra i protagonisti del riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa per il distretto calzaturiero fermano-maceratese. In attesa che il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio firmi il decreto necessario per la costituzione del comitato che deciderà le azioni da proporre sul territorio, non rimango certo con le mani in mano: continuiamo a lavorare – spiega la presidente – per redigere i progetti e arrivare quindi a questi incontri con delle proposte concrete in mano”.
Se l’ambito sovracomunale è quindi l’unico dove è possibile cercare di dare risposte strutturali alla crisi economica, questo non significa che i Comuni non possano comunque cercare di mettere in campo delle azioni per migliorare i servizi a disposizione delle aziende del territorio e rivendico con decisione i risultati conseguiti dalla sua amministrazione sotto questo profilo. Dopo i furti del 2015, la zona industriale è stata la prima parte della città nella quale siamo intervenuti con la sostituzione dei corpi illuminanti per migliorare la sicurezza degli imprenditori e dei lavoratori – ricorda – Inoltre a suo tempo ci siamo mossi con celerità e tempismo e questo ci permette adesso di essere uno dei pochi Comuni il cui territorio è interamente coperto dalla banda larga installata dalla Tim. L’impianto di videosorveglianza, infine, è un ulteriore tassello che abbiamo aggiunto in questi giorni.

Non vendo fumo, nessuna amministrazione comunale può riportare da sola il calzaturiero ai fasti degli anni ’70 e ’80 – chiosa la Canigola – si può però lavorare per migliorare i servizi a disposizione delle imprese e da questo punto di vista crediamo di esserci mossi bene”.

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