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Le 11 vittime del Fortunale,
ricordo dal sindaco Loira
“Coltiviamo la memoria”

PORTO SAN GIORGIO - Trascorsi 84 anni dal Fortunale che costò la vita ad undici marinai sangiorgesi. Questa mattina il sindaco ha deposto una corona di fronte al monumento a loro dedicato. A luglio evento ad hoc
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di Sandro Renzi

Sono trascorsi 84 anni da quel 30 marzo 1935 quando il mare Adriatico inghiottì in pochi istanti undici marinai sangiorgesi. Una tragedia immane per la comunità locale che da quel giorno ricorda ogni anno i suoi figli scomparsi nella tempesta. Anche questa mattina, come da tradizione, autorità civili e militari hanno depositato una corona d’alloro nel monumento a loro dedicato in piazza del Marinaio, di fronte all’istituto della suore Canossiane. Il fortunale del ’35 costò la vita a Francesco D’Alessio, Bruno e Umberto Di Stefano, Giovanni Fidani, Mario Manzini, Giuseppe Sansolini, Giorgio, Giacomo, Luigi e Pierino Silenzi, Enzo Tarantini. Nomi che sono stati elencati, insieme a quelli di altri pescatori che hanno perso la vita negli ultimi decenni, durante la toccante funzione religiosa celebrata da don Gabriele Amurri nella chiesa dell’istituto Canossiane. Morti equiparabili a tutti gli effetti a quelle sul lavoro.

“Questo evento è l’occasione per fare memoria dei morti in mare e fare memoria di coloro che hanno mantenuto vive le tradizioni e la storia della nostra marineria” queste le parole pronunciate dal sindaco Nicola Loira al termine della messa alla quale hanno preso parte, tra gli altri, rappresentanti dell’Arma, della Guardia Costiera, della Polizia municipale, della Protezione civile, della Croce Azzurra, dell’Associazione marinai e della marineria sangiorgese.

“Una città che non ha memoria è una città più povera, che avrà difficoltà a vedere il futuro -ha aggiunto il primo cittadino- se quella tragedia epocale fosse accaduta oggi, grazie agli strumenti di informazione che abbiamo, sarebbe stata conosciuta in tutto il mondo. Una disgrazia immane che ha scosso tutta la comunità sangiorgese”. Ma non basta. Per il sindaco solo coltivando la memoria pure nel cuore si possono superare le divisioni e le lacerazioni. Loira ha letto inoltre alcuni versi scritti dal papà Franco all’inizio degli anni ’50 dedicati al fortunale del 1935. E come avvenne in occasione degli 80 anni dalla tragedia, quando l’amministrazione commissionò un docufilm su quell’evento, a luglio ci sarà una giornata dedicata interamente a quella indimenticabile giornata. 

 


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