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LA RECENSIONE
“Attacco a Mumbai”, rude ma rispettoso
riepilogo dei giorni più spaventosi di una città

Per gli appassionati di cinema la recensione di Eraldo Di Stefano
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di  Eraldo  Di  Stefano

Galvanizzante e potente nella sua profonda e commuovente rappresentazione di persone reali coinvolte negli inaspettati attacchi terroristi di novembre 2008 presso il lussuoso hotel Taj Mahal Palace, nei quali hanno perso la vita 30 persone. “Attacco a Mumbai” è un rude ma rispettoso riepilogo dei giorni più spaventosi di una città.

Non viene sprecato neanche un frame in questo film, ricco di dettagli ed economicamente diretto nel suo impatto emotivo, il registra australiano Anthony Maras, che ha scritto anche la sceneggiatura insieme a John Collee, ha pensato ad ogni cosa, inserendo nel film un cast, con Dev Patel, Armie Hammer e Jason Isaacs, che sembra cucito su misura per la storia. Magistralmente ricreato in tutta la sua opulenza, l’hotel di lusso è già di per sé un personaggio importante, simbolo della nuova eleganza contemporanea e del progresso architettonico dell’India, tanto da far infuriare i militanti di Lashkar-e-Taiba, portandoli a protestare contro la prosperità moderna del paese, trasformandola in una trappola mortale per quattro giorni.

Il film ricercato e mai banale, immerge lo spettatore in una presa paralizzante di terrore, come se si stessero vivendo i momenti insieme ai protagonisti, mentre gli estremisti hanno lentamente invaso i locali dando la caccia agli ospiti e ai membri dello staff. Spregiudicato nella rappresentazione della violenza e della carneficina, incontra una sfida ancora più grande nel riuscire a mostrare come persone di classe, cultura e credo differenti, sono riuscite a trovare il coraggio e la forza di unirsi e unire le forze per sopravvivere. Sottolineando le differenze che hanno ispirato e guidato l’attacco, compilando lo sceneggiato con interviste di sopravvissuti e testimoni, il film offre ai 10 terroristi lo spazio per esprimere le ragioni del loro assalto, contrapponendole alle reazioni umane delle persone all’interno dell’hotel che hanno sopportato il trauma della vittimizzazione.

Senza eccezioni, lo spettatore viene via via risucchiato nella storia fino a vivere con pathos e tensione lo sviluppo dell’intreccio, diventando parte viva della prova. Intenso e profondamente umano, Attacco a Mumbai è un risultato avvincente e pieno di suspence che travolge il pubblico dall’inizio alla fine.


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