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Stadio Ferranti, pineta e aree verdi: le spese del Comune al centro del dibattito

PORTO SANT'ELPIDIO - Prolungata discussione in Consiglio comunale, tra i tempi più discussi i 660.000 euro che si investiranno per adattare lo stadio Ferranti alla serie D
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di Pierpaolo Pierleoni

Dalla pineta alla manutenzione del verde, fino ai nuovi investimenti, tanti temi di discussione al Consiglio comunale di ieri sera a Porto Sant’Elpidio incentrati in particolare sulla gestione finanziaria della città. Approvati  i riconoscimenti dei debiti fuori bilancio per i lavori d’urgenza provocati dal maltempo in pineta e per quelli alla sede municipale dove si è verificato un cedimento di una porzione di controsoffitto al secondo piano. Altro tema caldo, i 660.000 euro che l’Amministrazione investirà per i lavori di riqualificazione dello stadio Ferranti, affinché sia idoneo ad ospitare le gare del Porto Sant’Elpidio calcio promosso in serie D.

Sui debiti fuori bilancio, perplessità dai consiglieri di minoranza, Giorgio Marcotulli e Giorgio Famiglini. “Posso capire la parte per le piante cadute a causa del vento – nota il capogruppo di Fratelli d’Italia – non è accettabile riconoscere anche come spese di urgenza quelle per la pubblica illuminazione, che riguarda mancate manutenzioni del passato”. “Si sapeva da anni che sarebbe stato necessario intervenire sul tetto del Comune per danni di vecchia data” la contestazione del capogruppo della Lega. Critiche a cui ha risposto il sindaco Nazareno Franchellucci, assicurando che l’illuminazione della pineta era stata oggetto di recente ripristino ed ha subito danni causati dal maltempo, come indifferibili sono i lavori di ripristino alla sede comunale dopo l’improvviso cedimento di alcune settimane fa”.

Scintille e successivi chiarimenti sulle somme investite per lo stadio Ferranti, giudicate eccessive dagli esponenti della minoranza. “Investiamo una somma del genere quando purtroppo, come si è confermato in una recente assemblea pubblica, la società al momento non ha disponibilità economiche per allestire un campionato competitivo – ha osservato Famiglini – Richiamo di spendere oltre 600.000 euro ed avere uno stadio pronto con la squadra già retrocessa. Non ne sono affatto felice, ma è la realtà”. Marcotulli ha invece evidenziato “che in un Comune dove quasi tutti i capitoli degli assessorati sono ridotti all’osso e dove c’è da sperare nelle alienazioni del patrimonio pubblico per fare i necessati studi di vulnerabilità sismica delle scuole, si trovano subito 660.000 euro per far disputare la serie D alla squadra di calcio. Mi sarebbe piaciuto vedere la stessa attenzione anche per altri sport, oltre che per la sicurezza degli studenti”.

Il primo cittadino Nazareno Franchellucci ha detto di confidare in un importante ribasso d’asta rispetto ai 660.000 euro di spesa. “Inoltre, anche grazie all’impegno del consigliere Andrea Putzu, che ringrazio, c’è un canale per ottenere dal Credito sportivo un finanziamento a tassi molto agevolati. “La manutenzione degli impianti sportivi è un percorso che va avanti sin dall’inizio del mio primo mandato da sindaco – ha aggiunto Franchellucci – Appena insediato lavorai subito per garantire gli adeguamenti necessari al palasport e riterrò sempre come uno dei risultati più belli della mia amministrazione la riqualificazione della piscina comunale. Qualsiasi città che ha avuto una promozione importante in campo sportivo ha investito nel proprio stadio. E’ una spesa che facciamo non solo per il calcio, ma che potrà tornare utile anche per ospitare eventi”.

Dopo il bilancio, da discutere anche un’interrogazione, presentata dai consiglieri del Laboratorio civico Alessandro Felicioni e Monica Genovese, sull’appalto per la manutenzione delle aree verdi. La gara, effettuata la scorsa primavera, è stata aggiudicata alla Rti formata dalle società Koikonia e Papa Cesare, ma al momento pende un ricorso al Tar, che sarà discusso a settembre, presentato dalla società Ecogarden, esclusa per via di un ribasso giudicato anomalo. I civici hano chiesto al Sindaco se non vi fosse un aggiramento della gara, visto un affidamento diretto affidato alla società vincitrice dell’appalto, ed i criteri adottati per la scelta dell’azienda che ha effettuato i lavori di ripristino urgente alla pineta.

“Vista la pendenza del ricorso al Tar – la spiegazione di Franchellucci – abbiamo deciso di non stipulare l’appalto del verde in attesa del pronunciamento, e di effettuare un affidamento diretto per un primo stralcio di lavori non differibili. Un lavoro che abbiamo affidato solo alla Koikonia, una delle due vincitrici dell’appalto. Per eventuali affidamenti successivi si seguirà il criterio della rotazione previsto dalla normativa. Quanto alla pineta, serviva una ditta con disponibilità ad intervenire immediatamente e con mezzi adeguati, si sono scelte aziende che, sia per il verde che per l’illuminazione, garantivano questi requisiti”.


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