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Angela Serafini ammonisce:
“L’ex Orfeo Serafini è a rischio”

PORTO SANT'ELPIDIO - L'insegnante teme che "vista la pericolosità dell'attuale strada, addrizzeranno il percorso tagliando in due la nostra piazza verde a mare"
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Torna a farsi sentire Angela Serafini, già protagonista negli anni scorsi della battaglia per la salvaguardia dell’ex cineteatro Gigli in piazza Garibaldi. Ora la sua attenzione si concentra sull’ex Orfeo Serafini, il vecchio campo sportivo tra i due lungomare nord e sud, oggi una piazza verde a ridosso del mare. “Chi oggi si trova a passare in quella zona comprende cosa intendesse l’ex Amministrazione comunale quando parlava di costruire due palazzine all’Orfeo Serafini (il riferimento è al lotto in costruzione alla fine di via Mameli). Per ora è spuntato un palazzone, ma presto verso sud verrà edificato il suo gemello. E’ un edificio impattante, che sorge a pochi passi dal mare, davanti ad un magnifico spazio verde utilizzato per diverse manifestazioni, nostro orgoglio, invidiatoci da tutti”.

Ed è proprio sul prato dell’ex Serafini che l’insegnante si concentra, ricordando “il vecchio progetto del Comune con la costruzione di sei palazzine e la realizzazione della strada che tagliava a metà tutto il verde. Le sei palazzine sono state sostituite da due palazzotti, dei quali per ora c’è solo il primo, costruito non parallelamente alla ferrovia, ma perpedicolarmente, così da creare una barriera che toglie la visuale del mare e del lungomare a chi viene da nord”.

Si dice convinta, la Serafini, che “la strada che passa davanti a quei palazzi, essendo pericolosa, dovrà necessariamente essere corretta, raddrizzata per congiungerla ai tratti nord e sud, tagliando a metà il nostro prato. Stanno realizzando il progetto che ci illudevamo di aver accantonato, diremo addio alla nostra piazza verde a mare. Abbiamo tutti lottato per salvare l’Orfeo Serafini, ora ce lo stanno portando via alla chetichella. Interveniamo prima che sia tardi. La città deve essere bella e interessante, deve avere un’anima identitaria, invece diventa sempre più grossolana, poco gradevole da guardare e da vivere. Edifici anonimi e ingombranti, bellezze storiche cancellate, spazi sottratti, verde che scompare, pineta e ville che muoiono, strade maleodoranti e dissestate… in compenso la pubblicità troneggia su tutti i pali esistenti e su quelli appositamente predisposti per dirci: siamo noi la grande bellezza della città! … ed i nostri amministratori hanno la pretesa di chiamarla la città dell’estate”.


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