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Il progetto scogliere nel piano dell’area di crisi, Cesetti: “Il coraggio delle idee e la determinazione per metterle in campo”

PORTO SANT'ELPIDIO - Cesetti: "Bisogna passare dalla fase ‘del quante risorse ci sono’ a quella ‘del quante e quali progettualità siamo capaci di mettere in campo’ perché qui si gioca il futuro di una classe dirigente"
mercoledì 11 Settembre 2019 - Ore 13:31
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L’assessore regionale al Bilancio, Fabrizio Cesetti

“L’idea di valutare la possibilità di inserire il fondamentale progetto infrastrutturale delle scogliere emerse all’interno del Piano di Riqualificazione e Riconversione Industriale (PRRI) della deliberata Area di crisi complessa dei sistemi locali del Fermano e di Civitanova Marche, oltre che delle città di Tolentino e Corridonia, mi veniva sottoposta questa estate, proprio nel mentre stavo lavorando sul progetto Area di crisi, dal Vice Sindaco di Porto Sant’Elpidio Daniele Stacchietti. E non comprendo perché manchi il coraggio di rivendicare la paternità di una buona idea. Da subito tale l’ho ritenuta e nell’occasione dell’incontro sull’Area di crisi organizzato da Cna a Porto Sant’Elpidio, dopo un confronto con la competente Dirigente regionale, ho pubblicamente affermato che il tentativo di inserire l’infrastruttura scogliere emerse per un’adeguata protezione della costa era doveroso, tanto che bisognava osare anche nella consapevolezza che il settore del turismo è fondamentale per il rilancio dei territori”. Così l’assessore regionale Fabrizio Cesetti sull’inserimento del progetto scogliere nel percorso dell’area di crisi complessa.

Cesetti aggiunge: “Nell’occasione ho chiarito, fin dall’intervento di saluto, che in alcun modo potevano essere utilizzati per l’infrastruttura i fondi della Legge 181, esclusivamente destinati alle imprese, ma al contempo ho precisato che l’Area di crisi è anche l’occasione per un rilancio infrastrutturale di tutti i territori coinvolti, che devono guardare oltre loro stessi, e che per questo è necessario mettere a sistema tutte le opportunità derivanti da tutte le Aree di crisi, dalle progettualità delle Aree interne, degli Iti Urbani e dei Leader Gal, all’interno di un progetto complessivo che abbia la capacità di guardare, oltre ai territori stessi, a tutto il territorio regionale. Ho ribadito che bisogna passare dalla fase ‘del quante risorse ci sono’ a quella ‘del quante e quali progettualità siamo capaci di mettere in campo’ perché qui si gioca il futuro di una classe dirigente. Per questo ho accettato la sfida della delega sulle Aree di crisi; perché è l’occasione per delineare un’idea di futuro per un nuovo sviluppo dei territori che hanno così la possibilità di aprirsi a nuove sfide e opportunità che devono confluire nel Piano di Riconversione e Riqualificazione Industriale da allegare all’Accordo di Programma che dovrà essere approvato e sottoscritto da Regione Marche e dagli altri soggetti istituzionali coinvolti. E, insieme alle infrastrutture di grande comunicazione, la cui carenza costituisce uno dei maggiori vincoli allo sviluppo dell’area del distretto, proporrò anche, previa verifica della percorribilità tecnica con tutti i soggetti coinvolti, la realizzazione delle scogliere emerse per un’adeguata protezione della costa di Porto Sant’Elpidio. Per realizzare queste progettualità ciascuno sarà chiamato a fare la sua parte mettendo in campo le necessarie risorse e la Regione lo farà, oltre a quello che ha già fatto con gli stanziamenti già iscritti a bilancio per le imprese e per le infrastrutture. Ed anche per realizzare parte delle scogliere emerse di Porto Sant’Elpidio la Regione farà la sua parte, con il finanziamento nel prossimo bilancio regionale di 4/5 milioni di euro come ribadito dal Presidente Ceriscioli. Ma molto dovrà fare il Governo nazionale, attraverso i competenti Ministeri, che così avrà anche l’occasione di dimostrare di credere nello strumento dell’area di crisi e di avere a cuore le sorti dei nostri territori e nel relativo negoziato saremo determinati. E questo nella consapevolezza che come abbiamo ben evidenziato all’atto della formalizzazione della richiesta al Ministero nel lontano Maggio 2018, “il riconoscimento dello status di area di crisi complessa, oltre a consentire il rilancio degli investimenti e la riqualificazione del bacino occupazionale, deve costituire fonte di stimoli e risorse per adeguare e migliorare le infrastrutture a supporto del tessuto produttivo, nell’ambito di una strategia integrata e complessiva capace di rivitalizzare un territorio che presenta numerose criticità anche in questo ambito, compromettendo non solo lo sviluppo del sistema imprenditoriale, ma anche l’insediamento di nuove attività”.

A riguardo il governatore Ceriscioli aveva dichiarato ieri: ” Riconfermo tutti gli impegni assunti dalla Regione Marche dall’approvazione del nuovo piano di difesa della costa che prevede la possibilità di realizzare le scogliere anche nel tratto di litorale di Porto Sant’Elpidio e del finanziamento di 4-5 milioni di euro, per questo tratto, nel prossimo bilancio regionale. Rispetto all’ipotesi di utilizzare le risorse dell’area di crisi destinate alle imprese per la realizzazione delle scogliere, è evidente che esse sono destinate esclusivamente alle imprese e non possono essere utilizzate, per legge, per altri fini. Per noi è fondamentale chiarire nei confronti delle aziende interessate ai fondi delle aree di crisi, che le risorse a loro destinate non saranno dirottate in altri canali di investimento. Infatti, fino al 30 settembre, è aperta la call di Invitalia per le manifestazioni di interesse proprio sull’area di crisi del fermano. “

“ Certo è – conclude il Presidente- che qualora vi fosse la possibilità di percorsi di finanziamento paralleli all’area di crisi per le infrastrutture a sostegno dei settori e dei luoghi d’interesse, emersi a chiusura della call, la Regione li percorrerà con tenacia e convinzione.”


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