facebook twitter rss

Ricostruzione, Arrigoni (Lega):
“Conte nelle Marche paga pegno
al Pd che vuole tornare al passato”

SISMA - Il senatore responsabile della Lega nelle Marche: "Conte non si presti a cantare da sirena per ammaliare i terremotati marchigiani stufi dei Ceriscioli e dei Mangialardi"
Print Friendly, PDF & Email

Paolo Arrigoni

“Il presidente Conte paga subito pegno per la sua nomina bis con la visita alle Marche terremotate. Arriva su richiesta dei presidenti marchigiani Mangialardi (Anci) e Ceriscioli (Regione) che contano sull’aplomb e le qualità di mediazione del presidente del Consiglio acrobata per tentare il colpo di spugna a scopo elettorale sui disastri nella ricostruzione che sono tutti e solo targati Pd”.

Il senatore Paolo Arrigoni, responsabile Lega Marche, ci va giù duro sulla prima visita in zona sisma del bis-premier Conte “Una visita – scrive Arrigoni – propiziata dalla segreteria centrale del Pd preoccupata di scontare alle prossime regionali di una regione chiave come le Marche tre anni di disastri politici del presidente Ceriscioli.

È sconcertante ma compatibile con le logiche che fino a un anno fa governavano la ricostruzione (esempio la ripartizione dei fondi da sms solidali) il fatto che ci siano sindaci dei centri più danneggiati che parlano di ricostruzione al palo e poi sono allineati alla versione Ceriscioli: tutta colpa di norme errate e del Commissario che non fanno lavorare l’Usr regionale come vorrebbe. Peccato che Ceriscioli quelle norme abbia contribuito a scriverle come vicecommissario alla ricostruzione, unico ancora in carica tra i quattro vice commissari della gestione Errani – spiega Arrigoni – Per fortuna la maggioranza di sindaci e cittadini non ha l’anello al naso e si rende conto che, ai vuoti proclami del Pd, si contrappongono i risultati di un anno di lavoro in cui la Lega è stata protagonista. Mi riferisco alle tante semplificazioni attuate su proposta della Lega al Governo anche in termini di governance della ricostruzione e che ora si vorrebbero smontare ritornando al passato. Il presidente Conte faccia tesoro di quanto è stato fatto per il sisma dal suo precedente Governo: non si presti a cantare da sirena per ammaliare i terremotati marchigiani stufi dei Ceriscioli e dei Mangialardi. I terremotati non sono come bambini da accarezzare in favore di telecamera, ma – conclude Arrigoni – cittadini troppo a lungo considerati di serie B. Ben vengano attenzione e norme ulteriormente semplificate, ma prima di guardare alle pagliuzze legislative, Conte si prodighi perché la Regione Marche rimuova le tante travi che si mettono ogni giorno di traverso alla ricostruzione. Come definire altrimenti pratiche covate dagli uffici per oltre un anno?”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti