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Urbanistica: cambio di destinazione per un’area sul lungomare: da turistico a residenziale e commerciale

PORTO SANT'ELPIDIO - Stacchietti:"Eliminiamo una situazione incompiuta". Marcotulli:"D'accordo a riqualificare, ma si aumentano i volumi"
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Un’area dismessa, con un vecchio capannone inutilizzato da un ventennio, che verrà riqualificata a destinazione residenziale, con una superficie commerciale al piano terra. E’ uno dei temi urbanistici discussi all’ultimo Consiglio comunale di sabato a Porto Sant’Elpidio. Il recupero riguarda un lotto di via Trieste, i cui proprietari hanno presentato una proposta con richiesta di variante. Il terreno da Prg era destinato a finalità turistico recettive, ma l’investimento non si è mai concretizzato.

Secondo il vicesindaco Daniele Stacchietti, una proposta, quella del privato, da accogliere perchè “quell’area del lungomare centro per anni non ha trovato destinazione, è rimasto un punto interrogativo da un ventennio. Una bruttura causata dalla crisi e dall’impossibilità di ritrovare la destinazione d’uso originaria. Per una città che si ripropone in una sistema di proposta di servizi, è opportuno eliminare situazioni incompiute con questa variante al piano regolatore e contestuale piano di recupero”. Cambierà l’indice fondiario, da 0,4 a 0,9, che consentirà di adeguarsi agli standard degli immobili lungo la via, con un’altezza massima di 12 metri. A carico della proprietà anche 150.000 euro in opere pubbliche”. Un’approvazione salutata positivamente anche dalla capogruppo del Pd Annalinda Pasquali, che vede nell’accordo pubblico-privato “un punto di equilibrio che porta alla riqualificazione dell’area e consente di investire in quella zona”.

Perplessità sono state esposte dai consiglieri di minoranza, a partire da Andrea Putzu, che ha auspicato “una seria programmazione urbanistica complessiva, perchè queste opportunità andrebbero date a tutti o a nessuno. Critiche anche dal capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Marcotulli, “Non sono ovviamente contrario alla riqualificazione di un’area, infatti ho deciso di astenermi sulla variante. Non condivido però che si intervenga su un unico lotto. C’è di fatto un aumento di volumetria. E’ vero che non si tratta di un incremento sconsiderato, perchè in linea con le costruzioni del lungomare, ma si concedono 730 metri quadrati in più di edificato, a fronte di 150.000 euro, che fanno sicuramente comodo alle casse del Comune, ma facendo due conti, il privato ne conseguirà vantaggi maggiori. Si aggiungono superfici commerciali, quando sul lungomare ci sono già diversi locali sfitti. L’Amministrazione si vanta di applicare il consumo zero di territorio, ma finchè si costruisce il nuovo, inevitabilmente scendono le possibilità di riqualificazione dell’esistente”.

P.Pier.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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