“A proposito della strada Mare – Monti. Sembra che ci sia un solo modo per raggiungere il mare dai monti e viceversa, un modo che sconta una visione fratturata del territorio con una distanza difficile da colmare se non sopportando impazientemente la fila con camion e auto. Un modello di organizzazione territoriale centrato su un insaziabile fabbisogno di mobilità e trasporti (su gomma), conseguentemente di asfalto”. Inizia così la riflessione del circolo Legambiente ‘Antonietta Belletti’ di Porto Sant’Elpidio con il suo vicepresidente Adriano Santato.
“Tenuto conto di eventuali interventi correttivi occorrenti su singoli punti nevralgici anche per la mare-monti è necessario cambiare ottica.
Il territorio non si identifica con la viabilità e non si misura con i tempi di percorrenza. Il territorio di fatto è un contenitore di vita e di attività tutte insieme interdipendenti. Queste per ben funzionare devono mirare a minimizzare il disagio e favorire iniziative di qualità del prodotto o servizio. Quindi qualità del prodotto e servizio uguale qualità del territorio. In questo contesto ognuno deve stare al suo posto compresa la viabilità ovviamente. Ma fino a quando ci si ostinerà a privilegiare il territorio quale contenitore di viabilità si perde di vista il primato della qualità, dell’interscambio, della comunicazione, vien da dire della buona economia, e conseguentemente la ‘strada’ ne diventa componente meno importante.
La qualità di un territorio non dipende tanto dalla trasportabilità di persone e cose ma si determina come espressione storicamente evoluta dello stesso. Di un territorio vanno indovinati gli elementi di continuità, anche storica, e non quelli di frattura ponendo ‘l’un contro l’altro’ mare e monti.
Ad un altro livello e pragmaticamente queste considerazioni trovano fondamento nella precarietà del più ampio sistema di collegamento, ss 16, caos urbano nella città della costa, precaria manutenzione stradale, precarietà nei collegamenti ferroviari e aeroportuali, rischio idrogeologico, incidentalità. Sono queste le prime priorità da risolvere mentre incalza un sistema di trasporti caratterizzato da cambiamenti tecnologici e di sistema, un futuro già cominciato, col quale tutti, operatori economici e politici dovrebbero misurarsi. Non solo la mobilità elettrica e le micro reti di ricarica. Il futuro è fatto di mobilità connessa, condivisa, multimodale, bike e car sharing, penalizzazione delle auto termiche, ciclovie fino a fare della ‘strada’ un elemento di rispetto del paesaggio”.















