di Pierpaolo Pierleoni

Un libro che racconta emozioni, il valore del volontariato, l’impegno quotidiano di chi assiste i malati, offrendo il proprio tempo per portare ascolto, sollievo, conforto a chi vive gli ultimi passi del proprio cammino. E’ il volume L’ascolto del tempo, presentato stamattina dall’associazione L’abbraccio, che con i propri volontari assiste i malati dell’hospice di Montegranaro. Una pubblicazione edita da Ephemeria, in cui gli autori, rigorosamente anonimi, ripercorre 10 anni di servizio verso i più deboli. Un libro i cui proventi saranno investiti esclusivamente in azioni per il miglioramento della qualità della vita della struttura.

Numerosa la presenza delle istituzioni, dal Comune all’Asur alla Prefettura, per esprimere un plauso all’altruismo dell’associazione guidata dal presidente Luciano Pini. “Ho letto alcune pagine e questi racconti di vita vissuta fanno effetto – esordisce la sindaca Ediana Mancini – Questo lavoro non va dato per scontato, si rimane colpiti dalla generosità e disponibilità dei volontari, che si fanno toccare dal dolore altrui”. “Ringrazio i volontari – le parole del direttore d’area vasta Asur Licio Livini – perchè voi arrivate dove non riusciamo noi. Vorremmo che le istituzioni riuscissero a colmare tutti questi vuoti, ma oggi c’è bisogno del supporto del volontariato. Questo è un libro che dice tanto”.

Renato Bisonni, direttore dell’unità di oncologia dell’Av4, vede nell’hospice di Montegranaro “un’eccellenza e un modello. Questa struttura ha una peculiarità, è agganciata al reparto di oncologia, che consente al paziente di non sentirsi abbandonato. Questo hospice è il frutto dell’intuizione brillante del mio predecessore, il dottor Giustini, sono orgoglioso di aver raccolto questa eredità. E’ importante che le persone si sentano accolte nel momento in cui capiscono che la vita sta finendo”. Il direttore del distretto, Vittorio Scialè, si sente “gratificato, perchè avevo ragione quando pensavo che l’hospice potesse diventare qualcosa di diverso. Alla governance e competenza di questo modello si è aggiunta l’umanizzazione dell’assistenza, tipica di noi latini. L’hospice è partito 10 anni fa ed ha visto passare 1230 pazienti. Se consideriamo i familiari che affiancano i malati, è come se tutta la città fosse passata qui”.

Il prefetto di Fermo Vincenza Filippi definisce L’ascolto del tempo “un libro di incredibile bellezza, basato su due temi: l’ascolto, ed il tempo. Donare il proprio tempo significa offrire una parte importante dell’esistenza. La funzione dei volontari è fondamentale, accompagnare le persone nel loro periodo più duro richiede una umanità importante. Compassione significa saper soffrire insieme, farsi carico di un’esperienza di vita”. La dottoressa Anna Maria Calcagni, presidente dell’Omceo, ordine medici chirurghi e odontoiatri, auspica “un volontariato sempre più integrato nelle funzioni. L’associazione L’abbraccio svolge un lavoro straordinario, facendo anche formazione”.

Tocca poi ai protagonisti della realizzazione del libro, raccontare la loro esperienza. “La nostra attività si basa su due principi: formazione e informazione – nota il presidente de L’abbraccio Luciano Pini – Portiamo avanti un confronto interno continuo, cui teniamo molto. La nostra associazione ha due anime, da un lato collaborare in reparto, dall’altro far conoscere le cure palliative. Grazie a tutta l’equipe dell’hospice. Noi non pensiamo di fare nulla di straordinario, siamo solo una piccola parte”. La psicologa Silvia Miandro, curatrice della prefazione, vede nel libro “tante parole chiave, come attenzione, ascolto, presenza, consapevolezza, limite. E’ importante la consapevolezza del ruolo e dell’azione che i volontari svolgono, il confronto per capire quanto siano attenti all’altro, perchè, per quali ragioni a volte non si riesca a stabilire un rapporto con i malati, perchè può capitare anche questo. E’ una riflessione continua volta proprio ad acquisire consapevolezza”.

Infine, Laura Stopponi, ideatrice del libro: “Io sono una delle tante ad aver contribuito. La scintilla mi è venuta perchè occuparsi di questa associazione è un’opportunità di attivare un processo virtuoso. Credo che le associazioni siano presidi democratici preziosi, ciò che fanno merita di essere raccontato”.

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