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Giornata dell’Unità nazionale
e delle Forze armate, Mancini:
“L’amor di patria unisce nei valori”

MONTEGRANARO - Il primo cittadino: "È importante inoltre ricordare i 20 anni da quando le donne hanno potuto accedere alla carriera militare"
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Importante partecipazione a Montegranaro in occasione della manifestazione per il 4 novembre. Tanti i bambini delle scuole ed i i cittadini accorsi nel centro storico per celebrare una data che rappresenta sia il Giorno dell’Unità Nazionale che la Giornata delle Forze Armate. Presenti oltre al sindaco Ediana Mancini e al comandante della stazione cittadina dei carabinieri, Giancarlo Di Risio, diversi membri della giunta e del consiglio comunale, oltre alla banda musicale cittadina, ai volontari della Protezione Civile, all’associazione nazionale Carabinieri, ai rappresentanti dell’ associazione Combattenti e Reduci, degli Alpini e dei Bersaglieri, Avis, Aido, Admo e Croce Gialla Montegranaro.
A ricordare il ruolo fondamentale delle forze armate il sindaco Ediana Mancini. “Sono garanti della nostra sicurezza, della libertà e della convivenza pacifica, sia in Italia che all’estero. È importante inoltre ricordare – le parole del primo cittadino – i 20 anni da quando le donne hanno potuto accedere alla carriera militare, un risultato ottenuto faticosamente e lottando per inserire, all’interno delle stesse forze armate, un elemento di equilibrio ed equità”.

Una particolare attenzione il sindaco l’ha riservata al concetto di amor di patria. “È un sentimento, anzi, una consapevolezza che favorisce la convivenza civile, a differenza dei nazionalismi che dividono, creano conflitti e chiusure. L’amore di patria è ben altro, lo possiede anche un italiano che vive all’estero, può essere espresso da una persona che proviene da altri paesi come da chi crede in religioni diverse da quella principale. È un identificarsi nei valori costituzionali, il sentirsi uniti da una lingua comune, da una storia, da un amore per i propri luoghi e per la propria terra”.
Infine, l’immancabile ricordo del sacrificio dei caduti nelle varie guerre. “Mi associo alle toccanti parole di don Sandro, che nella sua omelia ha fatto riferimento ai luoghi del primo grande conflitto mondiale, descrivendo le trincee italiane e l’impegno dei nostri connazionali. Un intervento, il suo, che ci ha fatto comprendere ed apprezzare ancora di più il significato di queste giornate celebrative e del lavoro che istituzioni e scuole stanno portando avanti, insieme, sul fronte della memoria storica del nostro Paese”.


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