In occasione del primo maggio la Conferenza delle presidenti degli organismi di parità regionali ha inviato una lettera al Capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli.

“Abbiamo voluto ringraziarlo per l’impegno profuso nella gestione dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 – spiega la Presidente della Commissione regionale pari opportunità, Meri Marziali – ma nello stesso tempo tornare a evidenziare come, nonostante le competenze formali e sostanziali, le donne siano state, anche nell’ambito dell’emergenza Coronavirus, ancora una volta relegate ai margini del sistema”.

“L’attenzione – aggiunge Marziali – è in particolare rivolta alle recenti affermazioni dello stesso Borrelli in risposta alla domanda sulla totale assenza femminile nel comitato tecnico-scientifico costituito per affiancare il Governo nella situazione emergenziale. Borrelli rispondeva che i membri vengono individuati in base alla carica, come ad esempio il capo della Protezione civile o il presidente dell’Iss. Se queste cariche fossero state ricoperte da donne – Marziali cita il capo della Protezione civile – avremmo avuto nel comitato tecnico scientifico una componente femminile adeguatamente rappresentata”.

Secondo la Conferenza delle Presidenti “di fronte a una sfida così ardua contro un nemico invisibile che mina le nostre certezze, si potrebbe pensare che il tema dell’uguaglianza di genere, dell’equità e della giustizia sociale possano essere sacrificati sull’altare del benaltrismo. Insomma, sono ben altri i problemi di cui le nostre istituzioni dovrebbero occuparsi. In realtà, tutto si tiene”.

“Il ruolo chiave che le donne – prosegue la lettera – stanno esercitando in prima linea nei settori cruciali merita uno sforzo a non adagiarsi sulle rassicuranti formalità burocratiche, ma piuttosto ad impegnarsi a trasformare questa spaventosa crisi in opportunità di concreto cambiamento ad ogni livello di comando”.

L’appello è quello di un cambio di paradigma “per evitare che di fatto si perpetui il soffitto di cristallo, per cui le donne saranno sempre e sistematicamente escluse dal presidio del potere maschile”. Per la Conferenza degli organismi Po si è trattata di un’altra “occasione persa per cambiare passo – conclude la missiva – fermo restando il massimo rispetto per tutti coloro che autorevolmente stanno dando il loro contributo in questo momento così difficile”.

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