di Sandro Renzi

A fare il punto in videoconferenza sulla nuova fase che è stata avviata per la farmacia comunale ci hanno pensato oggi il sindaco Nicola Loira ed i vertici della Sgds Multiservizi, la società a capitale pubblico a cui l’Amministrazione di centrosinistra ha affidato la gestione in house del servizio. Sono arrivate così anche risposte indirette alla minoranza che tanto in sede di Consiglio quanto successivamente con una nota stampa hanno stigmatizzato il comportamento della giunta e sollevato diverse perplessità sull’operazione. Dal 2 di maggio la farmacia comunale è quindi saldamente in mano alla società pubblica, mentre il controllo resta in capo al Comune. “L’obiettivo non sono i volumi, ma la qualità del servizio reso alla cittadinanza” ha esordito il direttore della Sgds, Marco Ceccarani, rimarcando che tra le prime questiono da affrontare ci sarà proprio la riorganizzazione del personale. “Oltre all’ingresso di una nuova figura per mobilità, che è stata comandata dal Comune alla società – spiega ancora Ceccarani- prevediamo di assumere a brevissimo un secondo farmacista”. E non si esclude qualche altra assunzione.

Di pari passo con l’incremento dell’organico, infatti, si punta anche ad una estensione degli orari di apertura “per venire incontro alle esigenze del popoloso quartiere”. La Sgds ritiene di poter raggiungere la soglia di 1 milione di euro di fatturato, non certo nel breve periodo, visto che nel territorio comunque le farmacie sono andate incontro, nel tempo, a riduzioni dei volumi di affari. Peraltro oltre quella soglia la società non dovrebbe pagare la royalty al Comune rivierasco. “Faremo ovviamente molta attività di informazione e cercheremo di potenziare il servizio” assicura ancora Ceccarani. La società ha fatto “i salti mortali” per assumere subito la gestione senza prevedere alcuna giornata di chiusura dell’esercizio. “E possiamo dire di avere già a disposizione le mascherine chirurgiche al prezzo imposto di 50 centesimi più Iva”. “Siamo orgogliosi che il Comune abbia scelto la nostra società per gestire la farmacia -gli fa eco Renzi Interlenghi, amministratore unico della Sgds- potendo contare su bilanci consolidati. La gestione in house consente una flessibilità che di gestione che l’ente non avrebbe. Peraltro il Comune non perde il suo patrimonio e continuerà ad esercitare il controllo”. All’opposizione che aveva lementato la mancanza di un piano industriale, Interlenghi risponde che “in questi casi, una volta fatta una analisi interna dei costi, il piano non serve poichè si tratta sostanzialmente di gestire le spese del personale, vendite e acquisti”. E poi aggiunge: “Non entriamo a gamba tesa sul mercato perchè riteniamo fondamentale il servizio alla persona”.  Sul’affidamento diretto, altro tema che il centrodestra ha criticato, il presidente della società, che si occupa prioritariamente di raccolta dei rifiuti a Porto San Giorgio, sgombra il campo da qualsiasi dubbio. “E’ una scelta politica che non comporta alcun problema. Altri Comuni vicini a noi hanno società analoghe che si ossupano tanto di gestire parcheggi, ad esempio, quanto famarcie”.

Il sindaco Nicola Loira, dal canto suo, ha difeso la scelta presa in Consiglio comunale. “Consapevole e convinta perché le condizioni di mercato non consentivano di gestirla in economia -ha detto il primo cittadino- riorganizzazione del servizio e investimenti cospicui possono essere ritenuti perseguibili tramite la partecipata che garantisce una gestione più dinamica, privatistica e senza i lacciuoli dell’amministrazione pubblica”. Un gestione così più agevole anche del personale o della vendita dei parafarmaci.

© RIPRODUZIONE RISERVATA