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Fermo al voto, Calcinaro e la Casabianca del futuro: “Meno cemento, più mobilità e servizi”

FERMO - Calcinaro: "Abbiamo preso, con un atto di indirizzo, due precise direttrici: favorire l’abbassamento dei volumi consentendo, a chi vorrà realizzare con basso indice e alta qualità, anche eventuali ulteriori destinazioni e riversare ogni opera compensativa, onere di costruzione o monetizzazione sulla zona di Casabianca".
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Nel giorno della chiusura delle campagne elettorale il sindaco di Fermo uscente Paolo Calcinaro, ricandidato per il secondo mandato, fa il punto sul lavoro svolto e sul futuro di uno dei quartieri costieri simbolo della città e del turismo.  “Era importante – spiega Calcinaro –  dare un indirizzo su questa tematica in questa consiliatura: e lo si può fare solo oggi, quando i lotti di Casabianca possono vedere un futuro grazie alle procedure di vendita giudiziaria. Purtroppo il fallimento delle società proprietarie, iniziato già nel 2015, non permetterà la trattazione unitaria dei 4 comparti mentre la stasi, il non decidere, della politica fermana ha lasciato per anni ai residenti di Casabianca aree abbandonate (che in parte abbiamo temporaneamente recuperato), gru arrugginite pendenti sulle teste dei cittadini o, ancor peggio, un rischio di realizzazione di 4 mostruose torri da 9 piani”.

Calcinaro aggiunge: “Di fronte alle situazioni che l’amministrazione si troverà a trattare nei prossimi anni con le varie vendite dei lotti (è del tutto evidente che i prezzi di vendita non consentirebbero mai un acquisto comunale) abbiamo preso, con un atto di indirizzo, due precise direttrici: favorire l’abbassamento dei volumi consentendo, a chi vorrà realizzare con basso indice e alta qualità, anche eventuali ulteriori destinazioni e riversare ogni opera compensativa, onere di costruzione o monetizzazione sulla zona di Casabianca. Con tre priorità: il recupero della pista ciclabile ormai non degna della zona, il sottopasso di collegamento pedonale tra le zone abitate ad ovest della ferrovia con via Adami o via De Gasperi, la requisizione di parcheggi nelle aree standard già previste nella zona. Insomma, meno cemento, più mobilità; meno cemento, più servizi. Per Casabianca. Su questo abbiamo già preso indirizzo di modifica in variante del primo lotto a nord per il quale i 9 piani fino a ieri consentiti diventano 9 metri di altezza massima, i 21mila mc previsti diventano 5mila (con decremento del 75%), la torre alberghiera si trasforma in sole tre unità residenziali per una edilizia di qualità che quindi non aggiunge carico urbanistico ma soltanto continuità con quanto già presente al quartiere. E arriverà, grazie a questa variazione di destinazione, la riqualificazione dell’intero tratto di ciclabile nell’area verde di Casabianca.
Un atto doveroso per quel quartiere: indicare come può esistere la via per risolvere la problematica, non portando impatto alla zona e migliorarne dei servizi attesi. Noi abbiamo dato questa direzione, equilibrata, possibile e migliorativa”.


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