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Ecco come sarà Villa Baruchello: presentato il progetto, “A inizio 2021 si parte, due anni per completare i lavori”

PORTO SANT'ELPIDIO - Amministratori e progettisti raccontano come sarà investito il milione di euro di finanziamento ministeriale: "Il giardino sarà valorizzato, teatro di verzura, percorsi nel bosco ed un roseto"
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di Pierpaolo Pierleoni

Il futuro di Villa Baruchello ha preso forma, almeno su carta, ieri sera, nella presentazione promossa dall’Amministrazione comunale di Porto Sant’Elpidio e trasmessa in diretta streaming, viste le note restrizioni causa Covid. Un progetto di cui si parla da tempo, visto il finanziamento da un milione di euro concesso dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) nel 2018 per il polo culturale della storica struttura di Porto Sant’Elpidio. Un progetto ambizioso, che in parte minore interesserà l’edificio, ma soprattutto si propone di valorizzare l’area esterna. Un percorso che passerà dalla sistemazione del viale d’ingresso, dalla ricostituzione di un’esedra, un emiciclo verde prima dell’arrivo all’edificio, sistemare il giardino centrale e la sua fontana, allestire un teatro di verzura, cioè uno spazio all’aperto per spettacoli, alla sommità della scalinata. Infine si punta a riqualificare il bosco, che conta alcuni alberi monumentali.

“Avevamo immaginato diversamente questo momento – ha esordito il sindaco Nazareno Franchellucci – in tempi normali sarebbe stata una bella serata da condividere con i cittadini, magari proprio nella sala conferenze di questa villa. Purtroppo non si può, ma non potevamo aspettare oltre per presentare questo progetto. Villa Baruchello ha un grande significato per la città e per le tante coppie che l’hanno scelta come scenario per immortalare il giorno delle loro nozze. In passato ha perso il suo splendore e la sua vocazione, l’ingresso di alcune associazioni ha restituito decoro a questo spazio. Qui parte un lavoro di riqualificazione, ma anche di riattribuzione di funzioni e di restituzione di vivibilità”.

Il vicesindaco e assessore all’ambiente Daniele Stacchietti evidenzia “l’opportunità unica di governare il recupero della villa. Questo progetto ne evidenzia gli aspetti salienti, con umiltà studia i sui particolari storici ed architettonici. Il lavoro effettuato ci ha fatto conoscere la presenza di numerose essenze, presenti storicamente in questo spazio. Riproporremo la presenza di agrumi, si riqualificherà il semenzaio, che indica l’importanza di valorizzare la biodiversità. Costituiremo un roseto, visto che le rose sono presenti in tanti documenti storici che interessano villa Baruchello. Questa struttura andrà protetta, con recinzioni e cancelli automatizzati, ma anche aperta, per dialogare con le realtà limitrofe, dal centro anziani alla scuola”. La dirigente Giulia Catani ricorda gli aspetti tecnici del bando, complessivamente da un miliardo di euro, a cui il Comune ha partecipato, rientrando, insieme all’archivio di Stato di Fermo e al Parco della pace di Servigliano, tra le opere finanziate nel Fermano.

Il consulente Lucio Piunti

Si entra poi nel vivo, con la relazione, accompagnata da disegni a mano, del consulente paesaggista Lucio Piunti. “Trovo importante l’aspetto del genius loci. Abbiamo voluto realizzare un progetto che tiene conto dell’identità e di tutti gli aspetti architettonici e storici che caratterizzano questo luogo.Ci sono diversi interventi, a partire dal viale d’ingresso, oggi molto compromesso, che verrà riordinato con una doppia siepe. Per tornare all’aspetto originario servirà scoprire la facciata del palazzo, andranno rimosse delle piante secche ed altre andranno spostate, per ricostituire l’esedra davanti alla facciata, dove dei cipressi costituiranno una sorta di colonnato. Nel bosco abbiamo pensato ad una passerella a sbalzo con affaccio sulla villa, il giardino, e vista sul mare. Sopra la scalinata pensiamo di realizzare un teatro di verzura, spazio molto in voga nelle ville del 700 e dell’800, potrebbe ospitare spettacoli all’aperto per una capienza dai 500 agli 800 spettatori. A partire da quello spazio, c’è un tunnel di alloro da ricostituire che porterà verso il roseto”.

Dopo Piunti, la volta dell’agronomo e docente di green design Ugo Pazzi. “E’ un obiettivo ambizioso, la riqualificazione di un giardino storico è un progetto unico nelle Marche. Per la prima volta viene effettuato un censimento ed una mappatura di tutte le essenze del bosco, dove oggi ci sono percorsi non raggiungibili e tanti alberi secchi da rimuovere. C’è anche un pino secolare alto 20 metri per 470 centimetri di circonferenza, non ne esisteranno più di una decina nel Fermano”. Per Alessandra Rocchetti, “siamo in uno spazio verde con caratteristiche speciali, con un bosco urbano, ma anche in prossimità del mare. Qui la biodiversità si è conservata in modo sorprendente.  Sarà anche un luogo culturale e didattico, dove imparare piante e specie”.

Uno dei progettisti,  l’architetto Stefano Federici, entra nel merito dei lavori da realizzare: “La messa in sicurezza e la protezione della villa saranno importanti, quindi si realizzerà un accurato intervento di recinzione e automatizzazione dei cancelli. Ci sarà anche un nuovo accesso tra la villa ed il centro sociale. Si restaurerà la vasca del semenzaio, si eseguirà un consolidamento della scala e sarà riqualificata la fontana al centro, dove sarà eliminata la balaustra di protezione”. Per finire, l’architetto Anna Sorce evidenzia il progetto di restauro della porta finestra della limonaia, la messa a norma dell’impianto interno, la deumidificazione e impermeabilizzazione delle pareti. Ci sarà anche una sistemazione della grotta sottostante, che sarà visibile attraverso una vetrata, ma non visitabile. “Tutto il lavoro che abbiamo pensato ha l’obiettivo di realizzare una struttura che sia facile da utilizzare e da manutenere, affinché sia vissuta ed alla portata di tutti”.

La chiusura, con il cronoprogramma, al vicesindaco Stacchietti: “Si partirà dalla parte del bosco a ridosso dell’A14, con la messa in sicurezza, per poi scendere verso la villa. Prevediamo di partire tra gennaio e febbraio del 2021, per terminare nel 2023. E’ un progetto complesso, che richiederà uno sforzo prolungato nel tempo e di cui dovremo rendicontare puntualmente le varie fasi al Ministero. In un periodo di due anni contiamo di concludere questo percorso”.

L’architetto Stefano Federici


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