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Al via il cantiere per la bretella Girola,
opera di quasi 5 milioni di euro

FERMO - Dalla rotonda bassa della Variante del Ferro, attraverso la campagna, eviterà il passaggio sulla Fermana Faleriense e l’abitato di Molini, per collegarsi alla Sp Girola all’altezza di palazzo dei Costruttori
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di Federica Broglio
Quello della bretella Girola Molini è un progetto infinito, protagonista di mille problemi, contenziosi, passaggi di competenze che potevano sfinire qualunque amministratore, fino a farlo finire in un cassetto del dimenticatoio. Ma la tenacia della Provincia, dei suoi amministratori e dirigenti ha permesso di poter finalmente annunciare che tra un mese e mezzo si avvierà il cantiere.

Ieri infatti è stato firmato il contratto di affidamento lavori all’Ati (associazione temporanea di impresa) tra la ditta Violoni Srl e la Steca Spa che realizzeranno in 880 giorni il nuovo bypass della Girola, che si collegherà dalla rotonda bassa della Variante del Ferro, lungo la campagna, fino alla Sp Girola all’altezza del palazzo dei Produttori, dove è prevista una rotatoria, evitando la Fermana Faleriense che attraversa l’abitato di Molini. Un imbuto viario che sarà finalmente risolto per chi dalla Variante del Ferro vuole raggiungere più agevolmente Campiglione o la zona industriale di Molini senza dover fare lunghi incolonnamenti e evitare incidenti. Lungo il percorso sarà inoltre realizzata una rotonda di collegamento con alcune strade di passaggio.

“L’iter progettuale – è stato ricordato dalla presidente della Provincia Moira Caligola – è iniziato nel 2003-2004, poi però nel 2009, quando Fermo fu riconosciuta Provincia e furono comunque revisionate deleghe e competenze dell’amministrazione, vi furono una serie di passaggi successivi di competenze alla Regione e poi di nuovo alla Provincia, più una bocciatura sull’impatto ambientale ed un ricorso al Tar dopo l’aggiudicazione dell’appalto”.

La firma di ieri del contratto quindi rappresenta una data storica e “decisiva – ha affermato la Caligola, affiancata dal suo vice Stefano Pompozzi – per la realizzazione dell’opera che risolverà definitivamente la strettoia di Molini, evitando l’abitato, che subiva problemi di traffico, sicurezza e vivibilità”. Il fatto poi che l’intervento sia stato aggiudicato a due imprese locali non solo è garanzia di qualità, serietà, tempistica, ma valorizza le competenze fermane che con un’offerta economicamente più vantaggiosa, hanno saputo migliorare la progettualità per soddisfare ogni esigenza tecnica che via via si presentava lungo l’iter procedurale. Iter seguito passo passo dall’ingegner Ivano Pignoloni, dirigente del settore Urbanistica e Viabilità della Provincia, che ne ha sottolineato la complessità “sia a livello normativo, sia per i soggetti pubblici e privati coinvolti nel progetto”.

Si tratta dunque di una nuova strada extraurbana di Categoria G1 a due corsie di 1 chilometro e 580 metri, per uno stanziamento di 4 milioni 880 mila euro, che consentirà una più agevole e veloce via di comunicazione e una riduzione di traffico su una strada di interesse comunale, senza immissioni a raso ma solo due rotatorie.

“Mi auspico che sia il primo passo e tassello verso la soluzione viaria di una zona nevralgica come Molini e Campiglione – ha affermato Stefano Violoni, titolare di una delle due ditte aggiudicatarie – attraverso una arteria alternativa longitudinale verso la Mezzina e l’A14, visto che si è pure sfumata la possibilità di una terza corsia dell’autostrada- , è evidente che si devono trovare alternative a livello locale alla viabilità. Poi non si può non considerare la realizzazione del nuovo ospedale che porterà un surplus di traffico nella zona, che, oggi più che mai, ha bisogno di soluzioni infrastrutturali”. “A primavera partiremo con il cantiere – ha aggiunto Federico Steca dell’omonima Spa – senza interferenze con l’attuale viabilità, utilizzando nostre maestranze interne e cercando di rispettare i tempi. Peraltro siamo stati pionieri della nuova normativa, prevedendo un asfalto fonoassorbente che attutisce il rumore e offre migliori prestazioni meccaniche, composto da polverino di gomma riciclata”.


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