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Angela Serafini: “Sull’ex Gigli facciamo un referendum, decidano i cittadini”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il gruppo civico chiede chiarezza:"Dal Sindaco parole altisonanti ma vuote, che si intende per polo culturale? La scelta sul Gigli sia lasciata alla popolazione"
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Un referendum per decidere la destinazione dell’ex cineteatro Beniamino Gigli. Lo propone il gruppo di Angela Serafini, da sempre in prima linea per la riqualificazione dell’edificio di piazza Garibaldi. Perplessa, la Serafini, sulla nuova linea dell’Amministrazione comunale, intenzionata ad acquistare l’intera struttura per realizzare un polo culturale per i giovani. “Giovani che, secondo lui e i suoi collaboratori di oggi e di ieri, dovrebbero frequentare la piccola biblioteca che verrà realizzata dov’era la galleria del teatro, portando così movimento in piazza. In tal modo, sostengono che la cultura ritornerà al centro città – nota il gruppo – Il Sindaco ci spieghi cosa intende per polo e ci spieghi a quale cultura si riferisce. Ce lo spieghi bene, in modo chiaro e preciso, così potrà esplicitare in concreto cosa intende realizzare in questa nostra realtà! Gli amministratori amano usare espressioni altisonanti ed impegnative che dicono tutto per significare un bel niente”.

Parlare di polo culturale, secondo la Serafini, “porta a credere che tutto lo stabile sia adibito a funzioni culturali. In realtà sappiamo che così non sarà, perché l’Amministrazione comunale sta trattando con l’attuale proprietario l’acquisto di quella parte del piano terra adibito a commerciale; perciò sorgeranno negozi che verranno affittati e poi collegati al mercato coperto. E una piccola biblioteca per soli giovani, schiacciata da un complesso commerciale, viene impropriamente definita polo culturale”-

Sull’intenzione del Comune di partecipare ad un bando statale per un rilancio culturale, “si afferma che ciò rimetterebbe al centro dell’attenzione ragazzi e ragazze in termini di partecipazione e protagonismo. Il Gigli potrebbe essere finalmente l’occasione per loro di viverlo appieno. Ancora, cosa vuol dire questa espressione? Occorre maggiore precisione quando si parla! Per noi cittadini, il Gigli può diventare diffusore di cultura (a largo spettro) solo se torna ad essere teatro polifunzionale! Non lo diventa se ospita dei negozi e dei libri sugli scaffali! Di che polo si parla, di quale cultura?”

In conclusione, quindi, la proposta che sia la popolazione ad avere l’ultima parola. “Facciamo un referendum  per chiedere ai cittadini cosa vogliono dentro al Gigli, avendo come obiettivo la crescita culturale autentica e diffusa che genera di conseguenza anche la crescita economica”.


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