facebook twitter rss

Superbonus 110%, snellimento delle procedure per ristrutturazioni a Capodarco, Montemarino e centro storico

FERMO - In consiglio comunale passa anche la “sburocratizzazione” per gli interventi nel centro storico e anche per gli interventi edilizi di recupero su immobili rurali senza valore storico e in degrado sparisce l’obbligo del parere della soprintendenza
Print Friendly, PDF & Email

Paolo Calcinaro e Maria Antonietta Di Felice

L’amministrazione comunale, sia con un atto di giunta che con delibere di consiglio, ha varato una serie di misure che alla luce delle recenti normative in materia di ristrutturazione degli immobili, di riqualificazione energetica e di recupero degli immobili in stato di degrado, vanno incontro ai cittadini, tutelando i beni immobili esistenti anche con un alleggerimento della burocrazia.

Il primo in ordine di tempo è quanto approvato dalla giunta comunale l’altro giorno con un atto che dà ufficialmente in via libera alla possibilità di poter godere degli incentivi del bonus 110% anche per le abitazioni del centro storico di Capodarco e Montemarino. L’amministrazione aveva già deliberato la modifica delle norme tecniche di attuazione del prg, sbloccando l’iter per il recupero e la riqualificazione in questi due tessuti storici che prima erano esclusi, non essendo disciplinati da alcun piano particolareggiato di dettaglio, ma regolati da normative nazionali e regionali.

“Con questa variante normativa, la giunta comunale – spiegano dal Comune – era intervenuta sulle norme tecniche di attuazione (nta) del piano regolatore generale (prg) del comune di Fermo, in particolare sull’articolo 59, proprio per disincentivare il progressivo degrado del patrimonio architettonico e dare così il lasciapassare ai residenti di poter godere dei benefici previsti dalla legge nazionale sugli incentivi e sulle detrazioni previste dal superbonus 110%. a questo si aggiunge l’importante novità del fatto che per gli edifici urbani che non siano di particolare valore architettonico e storico-documentario non sarà più vincolante il parere preliminare della soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio. Un passaggio che non sarà più dovuto, ed è quanto approvato in consiglio comunale il 30 giugno scorso, anche in caso di ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche per edifici del centro storico della città, che pure non abbiano caratteristiche di pregio e di valore storico architettonico e per il recupero di edifici rurali extraurbani (classificati come e1 e e2), in stato di degrado (rientranti nell’adeguamento delle delibere di recepimento del piano casa) per i quali venga dimostrato che hanno perso il valore storico e le caratteristiche di maggiore interesse”.

“Atti in tema urbanistico particolarmente importanti in fatto di ristrutturazioni e riqualificazione energetica degli stessi – sottolinea il sindaco Paolo Calcinaro – forme di sburocratizzazione che sono anche funzionali a far ripartire il settore e che grazie a questi atti dell’amministrazione escludono i passaggi in soprintendenza per gli edifici di campagna e collabenti, cioè degradati, e per quelli del centro storico”.

A evidenziare fra l’altro queste azioni di recupero degli immobili rurali e di adeguamento alle normative nazionali in materia, per andare sempre più incontro ai cittadini, è l’assessore all’urbanistica Mariantonietta Di Felice secondo cui “un patrimonio edilizio in abbandono meritava un intervento normativo che lo recuperasse e lo valorizzasse. con questi atti sarà possibile migliorare l’assetto del territorio e rendere più armoniose le nostre campagne, rivitalizzando una significativa edilizia rurale e rendendo possibile intervenire nei centri di Capodarco e Montemarino. Ringrazio il lavoro degli uffici, del dirigente dott. Alessandro Paccapelo e della responsabile del procedimento arch. Alessia Maiolatesi”.

Architetto Maiolatesi che mette in luce come “gli adeguamenti normativi proposti mirino alla semplificazione delle procedure finalizzate agli interventi di riqualificazione energetica e sismica del patrimonio edilizio fermano. Se da un lato si rivolge l’attenzione alla conservazione e alla tutela del tessuto edilizio, ove possibile, dall’altro occorreva fare chiarezza sui parametri di riferimento per gli interventi, snellendo le procedure autorizzative e le eventuali documentazioni a supporto delle richieste, se non necessarie. L’obiettivo finale non riguarda esclusivamente l’adeguamento del patrimonio edilizio ai fini energetici e ambientali, ma soprattutto il recupero di quello maggiormente degradato”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti