di Sandro Renzi

Una lavoro certosino, arrivando addirittura a numerare mattone dopo mattone, ma necessario per ridare luce e restituire alla città un piccolo gioiello, quello messo in campo in tanti mesi dalle professioniste della Rinnovarte Restauro, che grazie al contributo dell’Amministrazione comunale sangiorgese e di tanti mecenati, hanno potuto restaurare la facciata del settecentesco cimitero adiacente alla cattedrale di San Giorgio. Nel mezzo anche la pandemia che ha finito per rallentare inevitabilmente l’iter del cantiere. Ma con la cerimonia di ieri si può scrivere la parola fine al lungo e complesso intervento di recupero di un ossario che, prima ancora, era la prima parrocchia del porto di Fermo, con tanto di scalinata annessa sul lato est. 

Dopo la demolizione della chiesa di cui resta la sola facciata interna al piccolo cimitero, il luogo è stato trasformato in un ossario. Dopo tre secoli la Rinnovarte ha pensato bene di mettere mano al suo recupero. La facciata risultava molto deteriorata tanto dalle erbe murarie quanto dagli scarichi delle auto. Ed il rischio crollo era evidente. “Abbiamo smontato il timpano, inserito perni in acciaio, ripulito lo stemma del Cardinale Brancadoro, smontato mattone dopo mattone. Quello che doveva essere all’inizio solo un lavoro estetico si è trasformato in un intervento strutturale” hanno rimarcato ala cerimonia di inaugurazione ieri pomeriggio le professioniste coinvolte nel cantiere. Soddisfatto il sindaco Nicola Loira. “E’ stata un’esperienza unica. Un grazie va rivolto al talento delle professioniste di Rinnovarte Restauro, che si è unito all’azione dell’Amministrazione comunale. Mi sono fatto travolgere dal loro entusiasmo. Questa è la testimonianza che pubblico e privato possono fare insieme un ottimo lavoro e recuperare alla storia pezzi importanti e siti di cui forse si conosce poco”. Prossimo step a cui l’Amministrazione Loira sta lavorando dovrebbe essere il recupero della facciata interna così da completare il sito.

 

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