Emanuele Morese

“Una maggioranza spaccata che pretende di decidere sui temi fondamentali ed opere centrali della città senza alcuna discussione, sia con la città sia tra di loro” queste le parole del segretario di FdI di Porto San Giorgio, Emanuele Morese, in merito alle ultime diatribe interne alla maggioranza.

“E’ evidente che quella maggioranza Pd sempre apparsa granitica, tanto unita non è. E questo non rappresenta di per sé una novità, come ho detto più volte. Sconvolge invece l’arroganza politica di voler trattare temi nevralgici e strategici per la città a colpi di decisioni non condivise”.

“Partiamo dalla sicurezza. Abbiamo assistito ad un teatrino davvero bizzarro. Va spiegato ai cittadini che il Pd ha destinato, con assegnazione diretta e senza bando, ben 30.000 euro ad una campagna di informazione sul lungomare, sul rischio contagio Covid, per l’estate 2021. Una campagna di informazione che, di fatto, è una vera e propria vigilanza privata che i contribuenti pagano per controllare la sicurezza delle attività sul lungomare cittadino. Nulla di scandaloso ma nasce spontanea una domanda: perché solo il lungomare? Difatti abbiamo assistito a fenomeni di assembramento e disordini pubblici anche e soprattutto in altri luoghi della città come Piazza Bambinopoli, Piazza Mentana, Piazza Gaslini, Viale Buozzi, Piazza Matteotti e potrei continuare. Sembra – dichiaa Morese – che ci sia disinteresse nei confronti delle altre attività commerciali dispiegate in tutte le zone di Porto San Giorgio. Questa è la sicurezza della giunta Loira, fatta di un pugno di vigilantes privati, sparpagliati solo ad uso e consumo di alcune attività commerciali. Mai un investimento fatto in modo scrupoloso o pianificato. Tempo fa avevo presentato un pacchetto sicurezza scritto a quattro mani con l’ormai ex assessore Vesprini che, neanche a dirlo è stato cestinato con la solita arroganza politica dal Pd”.

“La sicurezza è una cosa seria e non si fa a colpi di testa con interventi estemporanei. Ma è proprio questo pressappochismo amministrativo ad essere ormai il marchio di fabbrica di questa amministrazione e basta vedere la questione della corsia ciclabile per darsi una conferma. Nel tentativo estremo di raggranellare qualche voto, l’assessore Di Virgilio si è lanciato nella crociata di regalare una pista ciclabile ai sangiorgesi. Poi dalla pista si è passati alla corsia e adesso sembra essere un problema anche quella. Siamo partiti dai progetti faraonici e dagli studi di fattibilità pagati dai sangiorgesi con le tasse, sempre alte nonostante gli avanzi di gestione, per arrivare alle pennellate sui marciapiedi di colore azzurro o alle ciclabili incompiute al quartiere nord. L’assessore parla di coraggio nel disegnare una città a misura di bicicletta. Bene. Dove era quel coraggio in via Petrarca, realizzata anche quella con i soldi dei sangiorgesi e dove si poteva realizzare una pista ciclabile vera rendendo la via a senso unico? Probabilmente quel coraggio si è scontrato con i voti che non sarebbero più arrivati, da chi, quella pista, lì non la voleva. Oggi – conclude Morese di FdI – si vogliono buttare altri soldi per una corsia ciclabile decisa sotto le feste e con il favore delle tenebre, per non incorrere nell’ira delle associazioni di categoria che segnalano la perdita di 130 posti auto”.

“Questa è Porto San Giorgio dopo 9 anni di Pd: una città confusa, senza programmazione che passa le estati a guardarsi l’ombelico mentre gli altri corrono e lottano per recuperare quello che il Covid ci ha tolto. I cittadini sono davvero stanchi. Staccare la spina sarebbe solo un atto di umanità politica per una città che meritava decisamente di più. Chissà se i dissidenti in maggioranza, e mi riferisco a Bisonni, Cibattoni, Catalini e Lanciotti avranno il coraggio di dire stop. Le elezioni sono alle porte e i sangiorgesi non dimenticheranno”.

Corsia ciclabile della discordia, la maggioranza si spacca

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