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Corsia ciclabile della discordia, la maggioranza si spacca

PORTO SAN GIORGIO - Critici i consiglieri Renato Bisonni e Carlotta Lanciotti, insieme al presidente del consiglio, Giuseppe Catalini. "Vigile" la consigliera dem Catia Ciabattoni. Non è piaciuto affatto lo scatto in avanti della giunta con l'approvazione del progetto esecutivo della corsia ciclabile sul lungomare
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Corsia ciclabile sul lungomare Gramsci, la maggioranza si spacca. E galeotto è stato il comunicato stampa di ieri con cui l’amministrazione Loira ha annunciato di aver approvato il progetto esecutivo dell’infrastruttura che andrà a completare la litoranea da dove finisce l’attuale corsia, zona sud, fino al confine nord della città.

 

Apriti cielo. Vero è che la ciclabile è da mesi uno dei temi più caldi e dibattuti non sono in città ma anche nelle stanze della politica sangiorgese. Ma quella nota ha mandato su tutte le furie una parte della maggioranza. Nervi a fior di pelle per i consiglieri Renato Bisonni, di Psg a Sinistra, la civica Carlotta Lanciotti di Servire Porto San Giorgio, e il presidente del consiglio, anche lui civico, Giuseppe Catalini, di Porto San Giorgio al Centro. Insomma un bel fronte di riottosi in seno a una maggioranza che, a questo punto, scricchiola per non dire di peggio. Nel mezzo, tra favorevoli e scettici, per usare un eufemismo, la posizione vigile della consigliera dem Catia Ciabattoni che invita l’Amministrazione Loira “ad andare avanti ma con cautela”.

Catia Ciabattoni

Per la presidente della Commissione urbanistica infatti “la realizzazione della corsia ciclabile ha una valenza provvisoria del momento che la prossima Amministrazione dovrà prendere di petto il tema della riqualificazione del lungomare e quindi pure della pista ciclabile. Ed in questo contesto dare risposte certe ai nodi della viabilità cittadina”. Ed ancora: “Abbiamo chiesto alla giunta un progetto dettagliato e approfondito per la corsia ciclabile e ci è stato fornito. Alcuni dubbi non sono stati ancora sciolti. Si tratta comunque di un progetto importante per il quale abbiamo ottenuto garanzie che, se dovessero emergere criticità anche a regime, si potranno apportare i necessari aggiustamenti”. La Ciabattoni dunque ritiene che la giunta debba andare avanti per perseguire un obiettivo che è stato inseguito da tante amministrazioni in passato.

Renato Bisonni

Il j’accuse che arriva dalla frangia più radicale? Semplice. Prima di passare all’approvazione del progetto esecutivo, la questione corsia ciclabile andava affrontata e analizzata minuziosamente, tecnicamente, in maggioranza. Magari anche condivisa con le associazioni di categoria e, perché no, con la cittadinanza perché la ciclabile, su cui in linea di principio è praticamente impossibile dirsi contrari (e infatti anche i dissidenti si dicono concettualmente favorevoli) andrà, oltre che a mangiarsi altri parcheggi sul lungomare, anche e soprattutto a stravolgere la viabilità, e dunque la circolazione cittadina che, si sa, è un nodo gordiano mai sciolto. Sì perché il lungomare diventerà a senso unico, sempre, da nord a sud. E giocoforza viale della Vittoria, che subirebbe inevitabilmente un surplus di traffico, sarebbe percorribile sud-nord. Insomma limitando la circolazione sulla litoranea, che da sempre è una valvola di sfogo al traffico, soprattutto nelle situazioni limite, si potrebbero avere, anzi no, si avranno quasi inevitabilmente ripercussioni sulle vie interne della città e sulla statale Adriatica. Resta solo da capire in che misura.

Giuseppe Catalini

E qui scatta l’altro j’accuse: perché tanta fretta nel procedere con il progetto esecutivo? Perché non ci si è presi più tempo, tutto il tempo disponibile (fino al 15 settembre quando si sarebbe dovuto chiudere il cerchio per evitare di perdere i fondi) per una riflessione a tutto campo? Perché non si è messo mano, magari interpellando tecnici esperti, a un piano dettagliato del traffico per Porto San Giorgio? Tutti concordi nell’opportunità di dotare il lungomare di una ciclabile, anche perché con le deroghe arrivate col Covid, si è potuto bypassare diversi punti che ne regolamentano la realizzazione. Ma troppa fretta e poca concertazione, come pochi i dati tecnici in termini urbanistici per la città nel suo complesso, e con le sue problematiche mai risolte.

Carlotta Lanciotti

C’era davvero tutta questa urgenza, ci si domanda sarcasticamente tra i dissidenti in maggioranza, di procedere con la corsia per le bici o è un’accelerazione perché qualcuno vede nella ciclabile una bandiera da sventolare in campagna elettorale quando, oltretutto, la città vive di un turismo di prossimità, un turismo che certo non vede nelle due ruote il principale mezzo di trasporto. Per la serie, pochi, pochissimi sono i residenti nell’entroterra fermano che per venire al mare scendono in bici. E se quindi resta poco meno di un anno alla fine della legislatura, stando alle ultime ‘avvisaglie’, l’amministrazione Loira potrebbe poter affrontare la sua ultima tappa tutta in salita.

Sandro Renzi

 

Ciclabile sul lungomare, la giunta approva il progetto esecutivo


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