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Montagna, bellezza e fatica: i ragazzi della comunità educativa “Villa Murri” protagonisti con i giovani del Cai Fermo

PORTO SAN GIORGIO - I partecipanti, tra gli 8 e i 19 anni, sono stati accompagnati da due educatrici Pars e sei guide del CAI Gruppo Alpinismo Giovanile della sezione di Fermo.
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Da Forca di Presta a Forca Canapine percorrendo parte del sentiero dei mietitori, in montagna i ragazzi e le ragazze della comunità educativa Pars “Villa Murri” di Porto San Giorgio hanno attraversato 11 Km, esplorando il territorio e partecipi delle emozioni che la natura sa regalarci, in condivisione con i compagni di escursione. Un’idea nata dal desiderio dell’équipe Pars di trovare un’occasione che permettesse ai ragazzi della Comunità di sperimentarsi in gruppo in contesti non usuali, a contatto con la natura e lontano dal caos di tutti i giorni.
I partecipanti, tra gli 8 e i 19 anni, sono stati accompagnati da due educatrici Pars e sei guide del CAI Gruppo Alpinismo Giovanile della sezione di Fermo.

“Ciò che ci ha ispirato è stato il desiderio di incoraggiarli alla ricerca del bello, all’attivarsi per raggiungere uno scopo e al regalare loro un qualcosa di impagabile, conquistato con le sole loro forze e fatica. Il contatto con CAI Giovani e la convenzione stipulata è stata la giusta risposta a questo desiderio” racconta l’operatrice Pars Francesca Di Federico.

Così i ragazzi hanno attraversato Forca di Presta, valico dell’Appennino umbro marchigiano, situato a 1500 m, ai piedi del Monte Vettore; percorso il sentiero sui monti Pellicciara e Macchialta, dove gli sguardi hanno potuto spaziare dalla piana di Castelluccio fino ai monti della Laga. Durante il cammino hanno visto la famosa macchia Cavalliera una foresta di Faggi pura senza altra specie arborea a contaminarla. Questo luogo ha una importanza ecologica rilevante, permettendo a varie specie animali di riprodursi come, lo Sparviero, la Poiana, il Picchio verde, lo Scoiattolo, il Tasso, la Volpe e il Gatto Selvatico. E infine sono arrivati a Forca Canapine.

“Come Alpinismo giovanile del Cai di Fermo è stata un’esperienza nuova e emozionante, dopo il fermo dovuto alla pandemia -. spiega Andrea Ferroni guida CAI sezione di Fermo-. I ragazzi sono stati molti bravi e curiosi. Avevano voglia essere in questo ambiente. Abbiamo fatto un percorso molto bello che si sviluppa da Forca di Presta verso Forche Canapine passando per Piccole Creste e attraversando anche un sottobosco, una faggeta che si trova verso le Piane di Castelluccio. La gioia di intraprendere un cammino, anche con fatica e sofferenza, di condividere un punto di arrivo, una cima e vedere i bambini e i ragazzi felici, è una grande soddisfazione. Camminare in montagna vuol dire stare in un contesto da rispettare, perché siamo ospiti. Possiamo ammirare i luoghi, la vita che c’è, sentire il rumore del vento che sbatte sui rami in mezzo ad un bosco, il piacere di calpestare un prato. E’ qualcosa di impagabile”.
“Non era scontato che tutti reggessero: la fatica c’è stata, ma tutti erano motivati e felici – continua l’educatrice Pars Federica Tidei -. Gli accompagnatori sono stati eccezionali e coinvolgenti; dopo un’iniziale presentazione del contesto, hanno effettuato tappe significative con informazioni utili sulla flora e fauna presenti nel territorio, alla lettura della cartina, all’utilizzo della bussola. Non sono mancate curiose domande dei ragazzi, un’esperienza per molti di loro unica e speciale”.


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