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Giornata Unità nazionale a Monterubbiano: “Rinnovare l’impegno a costruire una società libera, in pace, solidale ed accogliente”

MONTERUBBIANO - Commemorare per la prima cittadina significa dunque ringraziare con affetto le Forze Armate, ringraziare coloro che combattono perché la libertà ed il diritto siano una conquista collettiva.
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Piazza Calzecchi Onesti come luogo simbolo per ricordare coloro che si sono battuti e sacrificati affinché l’Italia potesse costituirsi in Repubblica e, soprattutto, come punto di partenza delle celebrazioni per la ricorrenza del 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Con questa riflessione la sindaca Meri Marziali ha aperto il suo discorso, salutando i rappresentanti delle associazioni, le autorità militari, religiose e civili presenti, il vice prefetto Alessandra De Notaristefani, la dirigente scolastica Anna Rita Bregliozzi, i cittadini ed in particolare tutti i ragazzi delle scuole presenti.

“Per noi cittadini di Monterubbiano questo luogo ha un grande valore – ha affermato dal loggiato del Palazzo comunale – perché riporta i nomi dei nostri concittadini caduti morti durante i grandi conflitti mondiali. L’eco di quel dolore che giunge fino a noi, ancora oggi, perché è stato scolpito in questa pietra posta nel cuore di questa nostra piazza. In questo luogo che ci ricorda i nostri concittadini, i monterubbianesi morti per realizzare una Patria più grande, noi rinnoviamo il nostro impegno a vivere e costruire, sempre più, una società libera, in pace, solidale ed accogliente”.

La commemorazione del 4 novembre, ha proseguito, aiuta a non dimenticare, a ricordare le persone che hanno dato la vita per la patria, aiuta a ricordare chi ha sofferto e chi è morto al fronte, ma anche le famiglie, di quei giovani soldati che hanno dato la vita per l’Italia. “Quest’anno, nel Centenario della traslazione e della solenne tumulazione del Milite Ignoto nel sacello dell’Altare della Patria, celebriamo dunque anche quel Soldato, inizialmente voluto come ‘di nessuno’ e subito percepito come ‘di tutti’. A lui, al Milite Ignoto, il Consiglio comunale di Monterubbiano ha deliberato il 20 marzo scorso di conferire la Cittadinanza Onoraria, così come hanno deciso di fare in questa circostanza migliaia di altri Comuni italiani. E’ il segno dei nostri sentimenti verso tutti coloro che quel Milite rappresenta, e che oggi sentiamo tutti ugualmente figli della nostra Italia”.

Una commemorazione che diventa anche l‘occasione evidenziare come “la guerra sia la cosa più orribile che può accadere ad un popolo”. “L’articolo 11 della nostra Costituzione – ha affermato la sindaca, recita testualmente: ‘L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’. E non si ferma qui, continua dicendo che l’Italia si impegna a lavorare con gli altri popoli per assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni. Ogni 4 novembre, rinnoviamo anche il nostro grazie alle Forze Armate, anche perché in questi anni si sono trasformate, in una forza di pace, protagoniste di azioni di sicurezza sempre più aperte alle esigenze di un mondo globale, stravolto da profondi mutamenti, ma anche da grandi attentati ai diritti primari delle persone”.

Commemorare per la prima cittadina significa dunque ringraziare con affetto le Forze Armate, ringraziare coloro che combattono perché la libertà ed il diritto siano una conquista collettiva. “Pensiamo a quegli italiani che abbiamo perso in missioni di pace all’estero, ma pure a tutti quegli operatori della sicurezza e delle Forze dell’Ordine che, lavorano quotidianamente per rendere i nostri paesi più sicuri. Non sciupiamo il loro insegnamento, a noi, uomini, donne e giovani di questo nostro tempo, la responsabilità di costruire un mondo di pace e di servire ed amare il nostro Paese, la nostra Patria con tutto il nostro cuore. Impegno e responsabilità siano i presupposti per costruire il futuro – ha concluso -, perché l’Italia la facciamo noi, giorno dopo giorno. Viva l’Italia Unità, Viva le Forze Armate”.


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