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Donati (Cisl): “Carenza di personale, Allarme rosso per la sanità fermana”

SANITÀ - "Sembrerà strano ma continuare a trovare sportelli di front office aperti sul territorio, potrebbe diventare un lusso per i cittadini se non verranno assunti a brevissimo, assistenti e/o coadiutori amministrativi. La Direzione di Area Vasta 4 vorrebbe assumerli ma non ha disponibili graduatorie da cui chiamare"
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“Tra carenze croniche, malattie, assenze varie, sospensioni forzate del personale, si rischia di mettere in crisi l’assistenza ospedaliera e territoriale. La CISL FP non permetterà che per tutto questo, paghi come sempre, il personale di ogni area”. Così il segretario regionale Cisl Giuseppe Donati interviene evidenziando il problema della carenza di personale nella sanità fermana.

“Il fermano ha mai saputo fare squadra sulla sanità, sul sociosanitario, sulla prevenzione e purtroppo i risultati sono sotto gli occhi di tutti. I cittadini hanno grande difficoltà ad accedere ai Servizi Sanitari pubblici tanto è vero che negli ultimi anni, la spesa privata per curarsi si è impennata. Ma chi non può pagare? Attende invano anche un anno per una visita perché alcune prestazioni hanno le agende chiuse oppure deve fare 100 km e più in giro per le Marche per trovare un posto ove sottoporsi ad un esame diagnostico. Questo il vero dramma, causato anche dalla carenza di professionisti, di strumentazioni e da scelte politiche che hanno relegato il fermano ad essere trattato “diversamente” dal resto delle Marche. La CISL FP lancia l’allarme rosso per la carenza di personale sanitario ed anche amministrativo in Area Vasta 4. Sembrerà strano ma continuare a trovare sportelli di front office aperti sul territorio, potrebbe diventare un lusso per i cittadini se non verranno assunti a brevissimo, assistenti e/o coadiutori amministrativi. La Direzione di Area Vasta 4 vorrebbe assumerli ma non ha disponibili graduatorie da cui chiamare”.

Donati aggiunge: “Diverso per l’area sanitaria. Se prendiamo ad esempio gli infermieri, i numeri impietosi ci rappresentano una realtà da allarme rosso. Nonostante il Covid, investimenti straordinari e gli annunci di voler investire sul capitale umano ( molto sbandierato questo slogan ma rimasto tale) il Fermano rischia di fare i conti con un personale sempre più arrabbiato perché spremuto come limoni. Mancano all’appello circa 150.000 ore di assistenza infermieristica. Questa la differenza tra le ore annuali disponibili sulla carta e quelle realmente spendibili in base agli infermieri che lavorano giornalmente in AV4. In pratica, a fronte di 956.160 ore di assistenza infermieristica previste in un anno in base agli infermieri che risultano assunti ( stabili o precari), quelle realmente rese sono circa 800.000. Tutto assolutamente lecito perché le assenze sono giustificate ma rimane l’allarme per un sistema allo stremo. In alcuni reparti sta tornando il blocco totale delle ferie. Dopo due anni di tirate di collo, lavoro durissimo in condizioni di grande stress, è moralmente inaccettabile oltre che contrattualmente illegittimo, privare i lavoratori, gli infermieri in questo caso, del riposo psicofisico delle ferie maturate. Inevitabile però che avvenga se si vogliono coprire i turni in carenza di personale. Mancano all’appello anche OSS, Dietiste, Assistenti Sanitarie, Tecnici di Laboratorio. Stessa musica tristemente nota. Per alcune di queste figure è stato garantito neppure la sostituzione del turn over o delle mobilitá in uscita. Cosí non si va avanti per molto. A questo quadro nerissimo e di forte carenza, vanno sommate le unità di personale in scadenza di contratto a fine anno, che non conoscono ancora il loro futuro perché legato alle proroghe di alcune norme di emergenza da parte del Governo. Tra Infermieri ed OSS sono circa 30 unitá quelle in scadenza di contratto ( di vario tipo) a fine anno 2021. Non parliamo poi dei 22 dipendenti sospesi perché non vaccinati ed impossibile da sostituire. Da qui al 31.12.2021 il numero potrebbe arrivare a 32-33. Questi stanno a casa senza retribuzione ma alla loro assenza stanno supplendo i colleghi rimasti, saltando i riposi, lavorando due notti di seguito o rinunciando alle ferie. Oltre che con i limiti economici sulla spesa per il personale, imposti da leggi dello Stato, che soprattutto in tempi di pandemia appaiono sempre piú “fuori tempo”, nelle Marche facciamo i conti con un sistema regionale di reclutamento da vero delirio. I concorsi unici regionali e di conseguenza la centralizzazione delle graduatorie di personale, stanno ostacolando invece di favorire le nuove assunzioni. La CISL FP chiede da tempo la revisione della Legge Regionale del 2017 che ha obbligato le Aziende del SSR ad organizzare concorsi unificati. Non è accettabile che le Aree Vaste debbano attendere settimane per ricevere dal Centro Unico di Reclutamento i nominativi da chiamare per le assunzioni. Come pure inaccettabile che nessuno degli idonei, comprenda come vengono gestite le chiamate dalle graduatorie concorsuali. Questo ingenera sospetti e malumori diffusi. Tutto questo, messo insieme, è un mix esplosivo a Fermo come nel resto della Regione. La CISL FP, lo vuole dire chiaramente senza ipocrisie, pur apprezzando molto lo stile dialogante e l’apertura al confronto del nuovo Direttore dott.Grinta al quale ha dato massima collaborazione, non altro per la situazione drammatica che ha ereditato, non accetterà ancora per molto l’andazzo che si sta delineando in AV4 in materia di personale. Stavolta il rispetto dei diritti contrattuali verrá preteso con le buone o con le cattive, al netto della pandemia. Se dovessero essere scaricate ancora una volta sul personale dipendente dell’Area Vasta 4, come avvenuto nel recente passato, le debolezze, i ritardi, i rinvii, del sistema Asur o Regionale, la CISL FP d’accordo con FP CGIL e UIL FPL è pronta a mettere in atto proteste clamorose a difesa dei professionisti e dei cittadini fermani. Il prossimo periodo delle festività sarà un banco di prova importante per capire se oltre alle parole di solidarietà e ringraziamento ( di cui siamo stanchi) ai dipendenti tutti verranno garantiti i meritati congedi e turni di riposo. Gli sono moralmente dovuti prima che contrattualmente”.

 


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