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“Mi ha rubato il cellulare” ma si è inventato tutto: smascherato e denunciato dai carabinieri

DENUNCE - Giovane rumeno denunciato dai carabinieri di Porto San Giorgio. A Monte Urano, invece, i militari dell'Arma hanno arrestato un tunisino destinatario di un provvedimento di carcerazione emesso dalla procura generale della repubblica presso la corte di appello di Ancona
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I carabinieri. Sullo sfondo il palazzo di Giustizia di Fermo

Proseguono le indagini sul territorio da parte dei carabinieri di Fermo ed i risultati non si fanno attendere. Un tunisino rintracciato ed arrestato, un rumeno denunciato per simulazione di reato.

Nella serata di ieri, i carabinieri della stazione di Monte Urano hanno rintracciato e arrestato un tunisino di circa 40 anni, già noto alle cronache giudiziarie, destinatario di un provvedimento di carcerazione emesso dalla procura generale della repubblica presso la corte di appello di Ancona. L’uomo è stato dapprima accompagnato in caserma per le formalità di rito e successivamente condotto presso la casa circondariale di Fermo dove dovrà scontare la pena residua di sei anni di reclusione, comminatagli per il reato cessione di sostanze stupefacenti, sotto il vincolo della continuazione, in concorso con altri, commesso a Montegranaro nel 2012.

“I militari della stazione carabinieri di Porto San Giorgio, invece, a conclusione di una specifica attività investigativa, condotta anche con l’ausilio di filmati di telecamere pubbliche e private e l’esame di tabulati telefonici, hanno denunciato alla procura di Fermo un rumeno di circa 30 anni residente a Porto Sant’Elpidio, anche lui già conosciuto alle cronache locali, ritenuto responsabile del reato di simulazione di reato. Il giovane, infatti, secondo i carabinieri,  il 5 novembre, presentatosi in caserma, aveva denunciato di aver subito la rapina del proprio cellulare ad opera di un  nordafricano, non meglio indicato, sotto la minaccia di un coltello. Le specifiche indagini condotte hanno permesso invece di ricostruire l’esatta sequenza degli eventi, da cui emergeva che il rumeno, in realtà, aveva venduto il cellulare all’extracomunitario, per poi denunciarne la sottrazione al fine di poter beneficiare del risarcimento del danno previsto da una polizza assicurativa stipulata al momento dell’acquisto dell’apparecchio”.


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