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“Il digitale contro lo spopolamento” Eleonora Antonelli tra i 25 ambassador de I Borghi più belli d’Italia

MARCHE - Nata ad Amandola, da oltre 15 anni si occupa di turismo e promozione del territorio: “Sarà importante anche la sinergia con la Regione”
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di Andrea Braconi

Con la nomina ad ambassador digitale de I Borghi più belli di Italia per Eleonora Antonelli si chiude un cerchio, per riaprirsi con altre prospettive. Nata ad Amandola, da oltre 15 anni si occupa di turismo e promozione del territorio. Attraverso numerosi progetti, condivisi attivamente con le community di IgersMarche e IgersItalia (“La più grande in Italia, legata al mondo della comunicazione visiva digitale” precisa), da qualche giorno è anche ufficialmente nel ristretto gruppo di 25 esperti scelti dall’associazione nata nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani).

Eleonora, che sensazione è far parte di questo gruppo nazionale?

“Essere stata selezionata ed essere entrata a far parte di questo primo gruppo è una grande soddisfazione, del tutto inaspettata. Ad ottobre l’account de I Borghi più belli d’Italia aveva ripostato alcuni miei scatti del borgo di Offida con la nuova funzionalità di collaboratore. Da lì è nato tutto: mi hanno contattata e ho lasciato i miei dati. Non avendoli più sentiti, ho però pensato non potesse esserci alcun seguito. Invece, nei giorni scorsi mi è arrivata questa comunicazione.”

Un importante obiettivo, che però non nasce dal nulla. Da anni, infatti, sei impegnata su più fronti nella promozione turistica, sia a livello regionale che nazionale.

“La loro proposta mi ha riempito di orgoglio e mi ripaga di tutto il lavoro svolto in questi anni, sia nelle community IgersMarche e IgersItalia che in varie iniziative più territoriali, come #RipartidaiSibillini e appoggiando sempre tramite IgersMarche eventi come RisorgiMarche. Spero di essere all’altezza di questa opportunità e di metterla a frutto nel migliore dei modi, come promozione non solo dei borghi marchigiani.”

Nel corso di una recente riunione, alla quale hanno preso parte anche i vertici nazionali dell’associazione I Borghi più belli d’Italia, quale strategia vi è stata illustrata e quali progetti sono stati messi in cantiere per il 2022?

“Abbiamo avuto una prima videocall, con il presidente Fiorello Primi, il direttore Umberto Forte ed il curatore del progetto Ambassador Antonio Cadei. Guest star Osvaldo Bevilacqua, primo ambassador de I Borghi più belli d’Italia, in collegamento con noi, che ha utilizzato una definizione a mio parere perfetta: ‘Gli ambassador sono chiamati a muoversi nel paesaggio umano dei borghi.. e raccontarlo’. Tutti hanno rimarcato lo scopo di questa associazione, che è quello di garantire attraverso tutela, recupero e valorizzazione il mantenimento di un patrimonio storico e culturale che altrimenti andrebbe perduto a causa dello spopolamento in atto. Qui non si racconta soltanto la bellezza di un borgo, c’è molto di più: si racconta la sua vita, la sua storia, i suoi valori. E a noi ambassador è stato chiesto di creare contenuti digitali (foto, video, reel, storie su Instagram, dirette, redazionali, copy) che possano accompagnare una serie di attività già esistenti. C’è anche la concreta ambizione di costruire un format multipiattaforma, che va da Instagram a RaiPlay. Inoltre, l’associazione ha un progetto su una rete museale virtuale dei borghi e anche un’attività di digitalizzazione del patrimonio enogastronomico.”

La Regione Marche ha sviluppato una significativa azione di valorizzazione dei borghi storici, approvando anche una specifica legge. Come si possono intrecciare i vostri percorsi e quale valore aggiunto potete portare voi ambassador?

“La Regione sta facendo di questa progettualità la propria bandiera, mettendo al centro il rilancio di questi borghi e delle aree interne, rivitalizzandone il tessuto socio-culturale. Io credo nella sinergia tra diversi attori, ci ho sempre creduto, perché per le esperienze che ho maturato mi sono convinta che il campanilismo non porta da nessuna parte. Servirà aprire una collaborazione a livello regionale, partendo dal presupposto che produrre contenuti digitali non è un gioco, ma un lavoro che richiede impegno e fatica; farlo insieme significa amplificarne la potenzialità e nei prossimi mesi troveremo sicuramente il modo per raggiungere questo obiettivo.”


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