
«Proviamo a fare complessivamente un passo per stare tutti insieme. Ce la possiamo fare, per il bene della nostra città». E’ il messaggio che il sindaco Alessio Terrenzi lancia all’esponente dell’opposizione, Fabio Conti in vista delle elezioni comunali che chiameranno Sant’Elpidio a Mare alle urne fra qualche mese.
“Nel 2015, anno a cui fa riferimento Conti nel suo intervento – dice il sindaco – eravamo partiti con la stessa idea di oggi e cioè la volontà di essere inclusivi: proprio per questo preferiamo un candidato civico, per coinvolgere le energie migliori nella gestione della nostra città. Nel parlare di un candidato civico abbiamo anche detto che abbiamo persone a disposizione e apriremo i tavoli a partire dalla nostra coalizione per poi allargare anche ad altri. Non intendiamo fare la guerra con nessuno, ci piacerebbe portare avanti un percorso di unità per il bene della città. Come oramai è chiaro a tutti lascio in eredità delle somme importanti e c’è bisogno di tutti affinché i progetti che con tali somme vanno finanziati vadano a buon fine”.
Il primo cittadino interviene anche in merito ai riferimenti fatti da Conti ad una sua carriera politica. «Se volessi pensare solo a me stesso e alla mia carriera politica basterebbe non fare nulla di tutto ciò che sto facendo. Basterebbe tacere e che mi accodassi a ciò che avrebbero in mente gli altri per vivere politicamente di rendita. Io, invece, sono legato a questa città alla quale credo di aver dato tanto e cerco un progetto unitario senza escludere nessuno. Per la Città, non certo per me. Alle regionali, visto che l’argomento è stato sollevato, mi sono candidato con la mia lista, cioè in Partecipazione Democratica: probabilmente è stata una svista di Conti che, da persona molto corretta e precisa, dovrebbe sapere che ero in un contenitore in cui c’era anche Italia Viva ma non ho la loro tessera di partito».
«Tutto ciò, comunque, deve essere acqua passata perché se continuiamo a pensare sempre al passato – aggiunge il primo cittadino – non si cresce e non si matura, ciò significa che non si è pronti ad amministrare. Noi stiamo guardando avanti e credo che la nostra città meriti che si smetta di litigare. Stiamo vivendo un preciso momento storico nel quale ci sono problemi economici importanti, con una sanità fortemente provata, lavoro che manca. Credo che sia indispensabile, in un contesto di questo tipo, essere uniti: le schermaglie politiche e il gioco delle parti lasciamoli a Roma, sono questioni che a livello locale non ci debbono appartenere. Le problematiche che si trova a risolvere un sindaco di sinistra sono le stesse che si trova quello di destra e, in questo particolare momento storico, credo che insieme si possa arricchire la città, a partire dai più giovani. I problemi interni a Partecipazione Democratica non sono di carattere amministrativo, non pregiudicano la capacità amministrativa che abbiamo chiaramente dimostrato. Sono problemi di altro tipo, ammesso che li si voglia chiamare in questo modo: sono differenze d’opinione tra chi vuole rimanere chiuso in sé stesso e chi, invece, vuole aprirsi alla collaborazione ma sono questioni interne e ce le risolviamo da soli. Negli anni si matura e questi dieci anni vissuti alla guida della nostra macchina amministrativa mi hanno permesso di conoscere tante dinamiche che, magari, prima di adempiere a questo ruolo guardavo in un’altra ottica: alla luce di questa lunga esperienza si può anche mettere in discussione modi di fare, metodi da attuare. L’esperienza serve anche a questo, a migliorare magari anche cambiando metodo, idea, opinione, perché no? L’apertura di Conti, che leggo nel chiudere il suo intervento, mi fa piacere. È un importante segno di maturità e mi auguro che si possa tornare a confrontarci, a breve, con l’apertura dei tavoli di discussione in vista delle elezioni. Conti mi imputa spesso il fatto di essere andato sotto le ali protettive del Pd, di cui non faccio parte ma con cui collaboro: onestamente credo che, se la volontà è quella di collaborare e di trovare punti di contatto per il bene della città, né lui né tutti coloro che hanno creduto nel suo progetto politico debbano avercela con il Pd così come con nessun altro. Guardiamo al futuro, non al passato. Tutti i civici e tutte le forze politiche dovrebbero trovare la sintesi su un progetto per la città. Ecco il perché della mia richiesta di un candidato civico: sono sempre più convinto che un candidato civico possa aggregare più di quanto non possa farlo uno che sta sotto la bandiera di un partito. Sono d’accordo con Conti quando dice che non vadano disperse quelle forze che vennero messe in campo a suo tempo, tra l’altro con una delle sue liste in particolare abbiamo iniziato a collaborare su punti specifici. Spero che intenda muoversi anche lui nella stessa direzione. Sono già stato contattato da chi sta organizzando liste civiche nel territorio e vuole essere della partita per dare un contributo importante alla crescita dalla nostra città: non posso che esprimere grande soddisfazione per questo, segno che si sta andando nella direzione giusta. Proviamo a fare complessivamente un passo per stare tutti insieme. Ce la possiamo fare, per il bene della nostra città”.














