Comincia a delinearsi meglio il percorso verso la Metrotranvia Mare Monti. Nel convegno organizzato dal Comitato Promotore tenutosi ieri nell’auditorium San Filippo Neri di Fermo, e a cui hanno partecipato anche i sindaci di Fermo e Porto San Giorgio, Paolo Calcinaro e Nicola Loira, l’ingegner Giorgio Spadi, sangiorgese con una carriera nel settore del traporto ferroviario, ha definito con chiarezza criteri e riferimenti per la valutazione di fattibilità dell’opera che partirebbe da Porto San Giorgio per arrivare fino ad Amandola.

«Dovrà essere un progetto sistematico, integrato con i sistemi di trasporto pubblico e privato, connesso, nel senso della facile accessibilità informatica a tutti gli utenti potenziali, e sostenibile, cioè in grado di coprire almeno un terzo dei costi operativi. Le caratteristiche del percorso portano naturalmente all’adozione di una soluzione mista treno/tram, in grado di inserirsi nei contesti più urbanizzati senza creare barriere. Dal punto di vista dell’alimentazione, potrebbe essere ideale un sistema misto batteria/alimentazione di contatto, in attesa di progressi nella ecosostenibilità della produzione di idrogeno, che assicura la massima autonomia dei mezzi».

L’intervento del sindaco Calcinaro

A tal proposito sono state illustrate esperienze significative nel Bergamasco, ma anche in Germania e in Spagna.
Spadi ha delineato l’indice dello studio di fattibilità da realizzare velocemente, sottolineando l’importanza di definire rapidamente il percorso ed i nodi di scambio, specie con la linea ferroviaria costiera. La raccomandazione è di «definire bene gli obiettivi di servizio al territorio, che includono la mobilità di studenti e lavoratori come quella turistica. La valutazione dei benefici deve considerare le ricadute di lungo periodo sullo sviluppo economico e, non ultime, le valenze storiche e simboliche di riconnessione di un territorio oggi troppo sbilanciato sulla costa. Paolo Calcinaro, in veste di sindaco e vicepresidente della Provincia, ha raccolto la sfida, confermando la forte adesione al progetto di tutta la politica locale e rimarcando la necessità di un forte consenso popolare che superi possibili resistenze particolaristiche nell’attuazione del progetto. Il Comitato promotore, nato proprio per favorire il consenso “dal basso” sull’iniziativa, si impegnerà in una campagna di sensibilizzazione peraltro già iniziata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA